martedì 12 agosto 2008














Vincent Van Gogh, La Siesta (da Millet)

"E gli uomini si trovano spesso nell'impossibilità di fare qualcosa, prigionieri di non so quale gabbia orribile, orribile, spaventosamente orribile... Non si sa sempre riconoscere che cosa è che ti rinchiude, che ti mura vivo, che sembra sotterrarti, eppure si sentono non so quali sbarre, quali muri. Tutto ciò è fantasia, immaginazione? Non credo, e poi uno si chiede "Mio Dio, durerà molto, durerà sempre, durerà per l'eternità?". Sai tu ciò che fa sparire questa prigione? È un affetto profondo, serio. Essere amici, essere fratelli, amare spalanca la prigione per potere sovrano, per grazia potente. Ma chi non riesce ad avere questo rimane chiuso nella morte. Ma dove rinasce la simpatia, lì rinasce anche la vita".


Van Gogh, da una lettera al fratello Theo

3 commenti:

Andrew Haines ha detto...

Ciao Annina,

Mi piace il blog. Allora, sono dispiaciuto che non so parlare meglio l'italiano, ma forse Lei sa parlare inglese? Se é vero, anch'io scrivo un blog e vorrei che Lei lo legga. Il sito é http://inumbrissanctipetri.blogspot.com.

Grazie... a presto,
Andrew

Centro Culturale di Lugano ha detto...

Ripreso in toto.

Van Gogh: amare spalanca la prigione per potere sovrano, per grazia potente

Bellissimo, grazie
Ida

giacabi ha detto...

Grazie, Annina tu riesci a trovare sempre qualcosa di bello.Ciao