martedì 20 gennaio 2015

Come il mare



E. Hopper

“Io sono al timone della barca, e non posso parlarti, ma in questa solitudine, così grande, così profonda – come il mare – come il mare – io ti parlo – e solo il pensiero di te mi fa vivere.”

G. D'Annunzio


lunedì 22 dicembre 2014

Perché?


Ha bisogno di qualche ristoro
il mio buio cuore disperso

Negli incastri fangosi dei sassi
come un'erba di questa contrada
vuole tremare piano alla luce

Ma io non sono
nella fionda del tempo
che la scaglia dei sassi tarlati
dell'improvvisa strada
di guerra

Da quando
ha guardato nel viso
immortale del mondo
questo pazzo ha voluto sapere
cadendo nel labirinto
del suo cuore crucciato


Si è appiattito
come una rotaia
il mio cuore in ascoltazione
ma si scopriva a seguire
come una scia
una scomparsa navigazione

Guardo l'orizzonte
che si vaiola di crateri

Il mio cuore vuole illuminarsi
come questa notte
almeno di zampilli di razzi

Reggo il mio cuore
che s'incaverna
e schianta e rintrona
come un proiettile
nella pianura
ma non mi lascia
neanche un segno di volo

Il mio povero cuore
sbigottito
di non sapere


                                     Ungaretti, da L'Allegria-Il porto sepolto

venerdì 5 dicembre 2014




Homines, dum docent, discunt.
                                      Seneca

domenica 9 novembre 2014

In giorni come questi, spesso 
la tetraggine m’assale 
e il vivere d’ora in ora 
mi tortura. Ma arrivi tu 
che sconfiggi la noia 
coi tuoi discorsi variopinti. 
Anche oggi cercheremo una breccia. 
Una parola che ci possa salvare 
e che ci tenga in bilico 
sul confine ideale tra realtà 
e fantasia potrà, anche 
se per poco, cangiare l’esistenza.

E. Montale, da Diario postumo

venerdì 3 ottobre 2014

Abendphantasie

Vor seiner Hütte ruhig im Schatten sizt
Der Pflüger, dem Genügsamen raucht sein Herd.
Gastfreundlich tönt dem Wanderer im
Friedlichen Dorfe die Abendglocke.
5
Wohl kehren izt die Schiffer zum Hafen auch,
In fernen Städten, fröhlich verrauscht des Markts
Geschäft’ger Lärm; in stiller Laube
Glänzt das gesellige Mahl den Freunden.

Wohin denn ich? Es leben die Sterblichen
10
Von Lohn und Arbeit; wechselnd in Müh’ und Ruh’
Ist alles freudig; warum schläft denn
Nimmer nur mir in der Brust der Stachel?

Am Abendhimmel blühet ein Frühling auf;
Unzählig blühen die Rosen und ruhig scheint
15
Die goldne Welt; o dorthin nimmt mich,
Purpurne Wolken! und möge droben

In Licht und Luft zerrinnen mir Lieb’ und Leid! –
Doch, wie verscheucht von thöriger Bitte, flieht
Der Zauber; dunkel wirds und einsam
20
Unter dem Himmel, wie immer, bin ich –

Komm du nun, sanfter Schlummer! zu viel begehrt
Das Herz; doch endlich, Jugend! verglühst du ja,
Du ruhelose, träumerische!
Friedlich und heiter ist dann das Alter.

F.  Hölderlin

mercoledì 3 settembre 2014

Risposta e domanda


Chicago

 "Anche le città credono di essere opera della mente o del caso, ma né l'una né l'altro bastano a tener su le loro mura. D'una città non godi le sette o le settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda. O la domanda che ti pone obbligandoti a rispondere, come Tebe per bocca della Sfinge".


I.Calvino, da Le città invisibili

lunedì 18 agosto 2014

Finito/Infinito

Marc Chagall, Abramo e i tre angeli

"Perché un uomo possa vivere, egli deve o non vedere l'infinito oppure avere una spiegazione del senso della vita tale per cui il finito venga eguagliato all'infinito"
 L. Tolstoj, da Confessione