martedì 29 luglio 2008

Parole e silenzio


















Muro che separava il ghetto di Varsavia dal resto della città.

"Che cos'è, dunque, il silenzio?".
"é una cosa che c'è".
"Che c'è? ti riferisci alla filosofia?".
"Sì, e di pù. Il linguaggio parlato e il silenzio sono chiavi".
"Chiavi per che cosa?".
"Verso la comunione".
"Per favore, non dirmi che sei un buddista, David Schafer" fece Pawel, nella speranza che tale brusca battuta avrebbe posto fine all'interruzione della sua lettura.
"No, che non lo sono" rispose il ragazzo con tono offeso. "Sono un uomo. Questo è comune a tutti gli uomini".
"In che modo?".
"Quando un uomo ti porge una chiave, questa possiede un certo significato. Una parola è una chiave, una parola è un'azione. Sottraile l'azione, e non viene espresso il significato. Per di più, ogni uomo è una parola. Così come tu sei una parola per me".
"In che modo sono una parola per te?".
"Questo non lo capisco del tutto. Ma, nella sua accezione più comune, tu pronunci una parola di protezione: mi nascondi, mi nutri. Questa è la tua parte del dialogo".
"Non è davvero un dialogo. Lo faccio perchè è la cosa giusta da fare".
"Ma la cosa giusta da fare è pronunciare una parola, e spostare, di poco, la bilancia del mondo".
"Forse attribuisci troppo significato a quelle che sono azioni normali".
"La nostra vita qui è cosa normale?".
Pawel vi riflettè su prima di rispondere. "Suppongo di no, ma è il mondo intero ad essere in tumulto. Di questi tempi niente è normale".
"Credo che non ci sia niente di normale in qualsiasi tempo".

M. O'Brien, da Il Libraio






Ho comprato ieri il suo nuovo libro, da poco uscito, e me lo sto divorando. Questa è la prima parte di un lungo dialogo tra i due protagonisti (un libraio polacco e un giovane ebreo nella varsavia del 1942) sulla natura del linguaggio e del silenzio. Lo posterò tutto a puntate perchè è straordinario! In realtà l'intero libro è straordinario, mi sa che ne attingerò a piene mani.

1 commento:

Centro Culturale di Lugano ha detto...

Cara Annina,
da un pezzo leggo il tuo blog, che è proprio bello e straordinariamente ricco.
Ho ripreso la tua recensione del Libraio di O'Brian qui:
http://centroculturalelugano.blogspot.com/2008/07/una-parola-una-chiave-una-parola.html

Lo legggerò senz'altro.
ciao,
Ida