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sabato 30 marzo 2013

Herbert Marshall

                                            E. Munch

All your sorrow, Louise, and hatred of me
Sprang from your delusion that it was wantonness
Of spirit and contempt of your soul’s rights
Which made me turn to Annabelle and forsake you.
You really grew to hate me for love of me,        
Because I was your soul’s happiness,
Formed and tempered
To solve your life for you, and would not.
But you were my misery. If you had been
My happiness would I not have clung to you?
This is life’s sorrow:
That one can be happy only where two are;
And that our hearts are drawn to stars
Which want us not.


                                                    Edgar Lee Masters

martedì 13 novembre 2007

12/11/07












E.Munch, Young girl on a jetty






Adios

Adios con el corazòn
que con el alma no puedo,
a despedirme de tí
de sentimento me muero.

Tú seràs el bien de mi vida,
tú seràs el bien de mi alma,
tú seràs el pajaro pinto
que alegre canta por la mañana.




Canto popolare spagnolo



Addio con il cuore poichè con l’anima non posso, ad allontanarmi da te mi sento morire di malinconia / Tu sarai il bene della mia anima, tu sarai il bene della mia vita, tu sarai l’uccellino colorato che canta allegramente al mattino

martedì 18 settembre 2007

















Edward Munch, Consolazione

11 In seguito si recò in una città chiamata Nain e facevano la strada con lui i discepoli e grande folla. 12 Quando fu vicino alla porta della città, ecco che veniva portato al sepolcro un morto, figlio unico di madre vedova; e molta gente della città era con lei. 13 Vedendola, il Signore ne ebbe compassione e le disse: «Non piangere!». 14 E accostatosi toccò la bara, mentre i portatori si fermarono. Poi disse: «Giovinetto, dico a te, alzati!». 15 Il morto si levò a sedere e incominciò a parlare. Ed egli lo diede alla madre. 16 Tutti furono presi da timore e glorificavano Dio dicendo: «Un grande profeta è sorto tra noi e Dio ha visitato il suo popolo». 17 La fama di questi fatti si diffuse in tutta la Giudea e per tutta la regione.

Luca 7,11-17


Donna, non piangere!»: questo è il cuore con cui noi siamo messi davanti allo sguardo e davanti alla tristezza, davanti al dolore di tutta la gente con cui entriamo in rapporto, per la strada o nel viaggio, nei nostri viaggi. «Donna, non piangere!». Che cosa inimmaginabile è che Dio – “Dio”, Colui che fa tutto il mondo in questo momento –, vedendo e ascoltando l’uomo, possa dire: «Uomo, non piangere!», «Tu, non piangere!», «Non piangere, perché non è per la morte, ma per la vita che ti ho fatto! Io ti ho messo al mondo e ti ho messo in una compagnia grande di gente!». Uomo, donna, ragazzo, ragazza, tu, voi, non piangete! Non piangete! C’è uno sguardo e un cuore che vi penetra fino nel midollo delle ossa e vi ama fin nel vostro destino, uno sguardo e un cuore che nessuno può fuorviare, nessuno può rendere incapace di dire quel che pensa e quel che sente, nessuno può rendere impotente! «Gloria Dei vivens homo». La gloria di Dio, la grandezza di Colui che fa le stelle del cielo, che mette nel mare goccia a goccia tutto l’azzurro che lo definisce, è l’uomo che vive.


Don Giussani