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martedì 7 gennaio 2014

Turchia 29/12/2013-4/1/2014



Madre di Dio col Bambino, san Salvatore in Chora, Istanbul


"Vediamo che, a causa dell'incarnazione, la materia appare come divinizzata, è vista come abitazione di Dio. Si tratta di una nuova visione del mondo e delle realtà materiali. Dio si è fatto carne e la carne è diventata realmente abitazione di Dio, la cui gloria rifulge nel volto umano di Cristo." 


Benedetto XVI

venerdì 5 aprile 2013

Il rischio dell'amore in una cultura senza verità

La verità è luce che dà senso e valore alla carità. Questa luce è, a un tempo, quella della ragione e della fede, attraverso cui l'intelligenza perviene alla verità naturale e soprannaturale della carità: ne coglie il significato di donazione, di accoglienza e di comunione. Senza verità, la carità scivola nel sentimentalismo. L'amore diventa un guscio vuoto, da riempire arbitrariamente. È il fatale rischio dell'amore in una cultura senza verità. Esso è preda delle emozioni e delle opinioni contingenti dei soggetti, una parola abusata e distorta, fino a significare il contrario. La verità libera la carità dalle strettoie di un emotivismo che la priva di contenuti relazionali e sociali, e di un fideismo che la priva di respiro umano ed universale. 

Benedetto XVI, da Caritas in veritate

giovedì 17 marzo 2011

Buon compleanno Italia












Ringrazio Michele che, senza volerlo, mi ha fornito l'immagine.

Il processo di unificazione avvenuto in Italia nel corso del XIX secolo e passato alla storia con il nome di Risorgimento, costituì il naturale sbocco di uno sviluppo identitario nazionale iniziato molto tempo prima. In effetti, la nazione italiana, come comunità di persone unite dalla lingua, dalla cultura, dai sentimenti di una medesima appartenenza, seppure nella pluralità di comunità politiche articolate sulla penisola, comincia a formarsi nell'età medievale. Il Cristianesimo ha contribuito in maniera fondamentale alla costruzione dell'identità italiana attraverso l'opera della Chiesa, delle sue istituzioni educative ed assistenziali, fissando modelli di comportamento, configurazioni istituzionali, rapporti sociali; ma anche mediante una ricchissima attività artistica: la letteratura, la pittura, la scultura, l'architettura, la musica. Dante, Giotto, Petrarca, Michelangelo, Raffaello, Pierluigi da Palestrina, Caravaggio, Scarlatti, Bernini e Borromini sono solo alcuni nomi di una filiera di grandi artisti che, nei secoli, hanno dato un apporto fondamentale alla formazione dell'identità italiana. Anche le esperienze di santità, che numerose hanno costellato la storia dell'Italia, contribuirono fortemente a costruire tale identità, non solo sotto lo specifico profilo di una peculiare realizzazione del messaggio evangelico, che ha marcato nel tempo l'esperienza religiosa e la spiritualità degli italiani (si pensi alle grandi e molteplici espressioni della pietà popolare), ma pure sotto il profilo culturale e persino politico. San Francesco di Assisi, ad esempio, si segnala anche per il contributo a forgiare la lingua nazionale; santa Caterina da Siena offre, seppure semplice popolana, uno stimolo formidabile alla elaborazione di un pensiero politico e giuridico italiano. L'apporto della Chiesa e dei credenti al processo di formazione e di consolidamento dell'identità nazionale continua nell'età moderna e contemporanea. Anche quando parti della penisola furono assoggettate alla sovranità di potenze straniere, fu proprio grazie a tale identità ormai netta e forte che, nonostante il perdurare nel tempo della frammentazione geopolitica, la nazione italiana poté continuare a sussistere e ad essere consapevole di sé. Perciò, l'unità d'Italia, realizzatasi nella seconda metà dell'Ottocento, ha potuto aver luogo non come artificiosa costruzione politica di identità diverse, ma come naturale sbocco politico di una identità nazionale forte e radicata, sussistente da tempo. La comunità politica unitaria nascente a conclusione del ciclo risorgimentale ha avuto, in definitiva, come collante che teneva unite le pur sussistenti diversità locali, proprio la preesistente identità nazionale, al cui modellamento il Cristianesimo e la Chiesa hanno dato un contributo fondamentale.

Benedetto XVI, dal Messaggio per il 150° anniversario dell''unificazione politica italiana



(Ma come non dimenticare anche che oggi si festeggia il glorioso patrono d'Irlanda? Beannachtaí na Féile Pádraig!)

mercoledì 10 novembre 2010


















Basilica della Sagrada Familia, Barcellona

"In realtà, la bellezza è la grande necessità dell’uomo; è la radice dalla quale sorgono il tronco della nostra pace e i frutti della nostra speranza. La bellezza è anche rivelatrice di Dio perché, come Lui, l’opera bella è pura gratuità, invita alla libertà e strappa dall’egoismo".

Benedetto XVI, da Omelia per la dedicazione della Sagrada Familia

domenica 6 dicembre 2009

Avvento 2009


















Dalì, Ragazza alla finestra

"Se il tempo non è riempito da un presente dotato di senso, l’attesa rischia di diventare insopportabile; se si aspetta qualcosa, ma in questo momento non c’è nulla, se il presente cioè rimane vuoto, ogni attimo che passa appare esageratamente lungo, e l’attesa si trasforma in un peso troppo grave, perché il futuro rimane del tutto incerto. Quando invece il tempo è dotato di senso, e in ogni istante percepiamo qualcosa di specifico e di valido, allora la gioia dell’attesa rende il presente più prezioso".


Benedetto XVI, Omelia dei vesperi per l'inizio dell'Avvento


martedì 28 luglio 2009

"Senza verità, la carità scivola nel sentimentalismo. L'amore diventa un guscio vuoto, da riempire arbitrariamente. È il fatale rischio dell'amore in una cultura senza verità".

Benedetto XVI, da Caritas in veritate

domenica 12 aprile 2009

Buona Pasqua!


















La redenzione ci è offerta nel senso che ci è stata donata la speranza, una speranza affidabile, in virtù della quale noi possiamo affrontare il nostro presente: il presente, anche un presente faticoso, può essere vissuto ed accettato se conduce verso una meta e se di questa meta noi possiamo essere sicuri, se questa meta è così grande da giustificare la fatica del cammino. La promessa di Cristo non è soltanto una realtà attesa, ma una vera presenza.


Benedetto XVI


Noi diciamo quello che dovrebbe essere o quello che non va e “non si parte dall’affermazione che Cristo ha vinto”. Che Cristo ha vinto, che Cristo è risorto, significa che il senso della mia vita e del mondo è presente, è già presente, e il tempo è l’operazione profonda e misteriosa del suo manifestarsi.


Luigi Giussani

domenica 22 marzo 2009

Questa volta non si tratta di una citazione, ma è sempre qualcosa che mi ha veramente commosso:

lettera del santo padre Benedetto XVI ai vescovi cattolici riguardo alla remissione della scomunica:
http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/letters/2009/documents/hf_ben-xvi_let_20090310_remissione-scomunica_it.html

intervento di don Julian Carron sulla lettera del papa:
http://www.tracce.it/default.asp?id=344&id_n=9520

martedì 10 febbraio 2009

Affidiamo Eluana al Dio della vita

"Possiamo cercare di limitare la sofferenza, di lottare contro di essa, ma non possiamo eliminarla. Proprio là dove gli uomini, nel tentativo di evitare ogni sofferenza, cercano di sottrarsi a tutto ciò che potrebbe significare patimento, là dove vogliono risparmiarsi la fatica e il dolore della verità, dell'amore, del bene, scivolano in una vita vuota, nella quale forse non esiste quasi più il dolore, ma si ha tanto maggiormente l'oscura sensazione della mancanza di senso e della solitudine. Non è lo scansare la sofferenza, la fuga davanti al dolore, che guarisce l'uomo, ma la capacità di accettare la tribolazione e in essa di maturare, di trovare senso mediante l'unione con Cristo, che ha sofferto con infinito amore".

Benedetto XVI, da Spe salvi

giovedì 25 dicembre 2008

Buon Natale


















Lotto, Natività

“Egli si è mostrato, Egli personalmente. E adesso è aperta la vita verso di lui. La novità del cristianesimo non consiste in un pensiero ma in un fatto: Egli si è mostrato.”


Benedetto XVI


AUGURI DI BUON NATALE A TUTTI, AMICI MIEI!

domenica 16 dicembre 2007








Giotto, Noli me tangere (particolare)







"...anche il sì all'amore è fonte di sofferenza, perchè l'amore esige sempre espropriazioni del mio io, nelle quali mi lascio potare e ferire. L'amore non può affatto esistere senza questa rinuncia anche dolorosa a me stesso, altrimenti diventa puro egoismo e, con ciò, annulla se stesso come tale"

Bendetto XVI, dall'enciclica Spe Salvi, pag.75

lunedì 3 dicembre 2007




















Testa di Apollo da Falerii


"Gesù non è un mito, è un uomo fatto di carne e sangue, una presenza tutta reale nella storia. Possiamo visitare i luoghi e seguire le vie che egli ha percorso. Possiamo per il tramite di testimoni, udire le sue parole. Egli è morto ed è risorto.(...) e i miti hanno aspettato Lui, in cui il desiderio è diventato realtà"

Benedetto XVI






"Ora, la storia di Cristo è semplicemente un mito vero: un mito che agisce su di noi come gli altri, ma con la tremenda differenza che questo è davvero avvenuto. Cioè, le storie pagane sono Dio che esprime se stesso attraverso la mente dei poeti, facendo uso delle immagini che vi ha trovato, mentre il cristianesimo è Dio che esprime Se stesso attraverso quello che chiamiamo 'realtà'".


C.S.Lewis

venerdì 12 ottobre 2007















Ogni parola umana di un certo peso reca in sè una rilevanza superiore alla immediata consapevolezza che può averne avuto l'autore al momento.

Benedetto XVI, da "Metodo storico-critico ed esegesi"in Gesù di Nazareth


Martedì a lezione di critica letteraria abbiamo lavorato anche su questo meraviglioso testo del Papa! Grazie professor Motta!