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sabato 22 dicembre 2012

Taci, anima stanca di godere

Taci, anima stanca di godere
e di soffrire (all'uno e all'altro vai rassegnata).
Nessuna voce tua odo se ascolto:
non di rimpianto per la miserabile
giovinezza, non d'ira o di speranza,
e neppure di tedio.
Giaci come il corpo, ammutolita, tutta piena
d'una rassegnazione disperata.
Non ci stupiremmo,
non è vero, mia anima, se il cuore
si fermasse, sospeso se ci fosse il fiato...
Invece camminiamo, camminiamo
io e te come sonnambuli.
E gli alberi son alberi, le case sono case, le donne
che passano son donne, e tutto è quello
che è, soltanto quel che è.
La vicenda di gioia e di dolore non ci tocca.
Perduto ha la voce la sirena del mondo,
e il mondo è un grande deserto.
Nel deserto io guardo con asciutti occhi me stesso.


                Camillo Sbarbaro, da Pianissimo

venerdì 30 maggio 2008


















I miei occhi son nuovi. Tutto quello
che vedo è come non veduto mai;
e le cose più vili e consuete,
tutto m’intenerisce e mi dà gioia.




Camillo Sbarbaro, da Il mio cuore si gonfia per te, Terra




Ho trovato "per caso" queste parole a caritativa, nell'antologia del ragazzino che ho aiutato nel fare i compiti. Mi hanno colpito perchè è proprio così che oggi mi sento, per un inatteso miracolo, e anche andare a caritativa non aveva il volto della solita banalità, era nuovo (sarà perchè era l'ultima volta per quest'anno?)