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venerdì 5 marzo 2010


















Chagall, Il figliol prodigo


Che diremo dunque in proposito? Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi? Egli che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per tutti noi, come non ci donerà ogni cosa insieme con lui? Chi accuserà gli eletti di Dio? Dio giustifica. Chi condannerà? Cristo Gesù, che è morto, anzi, che è risuscitato, sta alla destra di Dio e intercede per noi?
Chi ci separerà dunque dall’amore di Cristo? Forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? Proprio come sta scritto: "Per causa tua siamo messi a morte tutto il giorno, siamo trattati come pecore da macello". Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori per virtù di colui che ci ha amati. Io sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezza né profondità, né alcun’altra creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio, in Cristo Gesù, nostro Signore.

Rm 8, 31-39

sabato 16 maggio 2009


















Giotto, san Francesco dona il mantello a un povero

Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sono come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna.
E se avessi il dono della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, e possedessi la pienezza della fede così da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sono nulla.
E se anche distribuissi tutte le mie sostanze e dessi il mio corpo per esser bruciato, ma non avessi la carità, niente mi giova.
La carità è paziente, è benigna la carità; non è invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell'ingiustizia, ma si compiace della verità. Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. La carità non avrà mai fine. Le profezie scompariranno; il dono delle lingue cesserà e la scienza svanirà. La nostra conoscenza è imperfetta e imperfetta la nostra profezia. Ma quando verrà ciò che è perfetto, quello che è imperfetto scomparirà. Quand'ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino. Ma, divenuto uomo, ciò che era da bambino l'ho abbandonato. Ora vediamo come in uno specchio, in maniera confusa; ma allora vedremo a faccia a faccia. Ora conosco in modo imperfetto, ma allora conoscerò perfettamente, come anch'io sono conosciuto.
Queste dunque le tre cose che rimangono: la fede, la speranza e la carità; ma di tutte più grande è la carità!

San Paolo, 1 Cor, 13

giovedì 5 febbraio 2009


















Beato Angelico, Annunciazione


"Colui che ha cominciato in voi un’opera buona, la condurrà a compimento fino al giorno di Cristo Gesù"


s.Paolo, Fil. 1, 6



"Essere sicuro che Lui porta a compimento quello che mi ha dato, vuol dire essere sicuro della mia felicità, essere sicuro del mio destino, essere sicuro del mio compimento, essere sicuro dello scopo della vita. Quello per cui occorre essere sicuri -se non si è sicuri di questi tutto si sgretola- è essere sicuri del proprio destino, della propria felicità, di essere salvati, insomma".


Don Giussani, da Si può vivere così?


martedì 20 gennaio 2009

La ragione della nostra speranza

Fratelli, Dio non è ingiusto da dimenticare il vostro lavoro e la carità che avete dimostrato verso il suo nome, con i servizi che avete reso e rendete tuttora ai santi. Soltanto desideriamo che ciascuno di voi dimostri il medesimo zelo perché la sua speranza abbia compimento sino alla fine, perché non diventiate pigri, ma piuttosto imitatori di coloro che con la fede e la perseveranza divengono eredi delle promesse.
Quando infatti Dio fece la promessa ad Abramo, non potendo giurare per uno superiore a sé, giurò per se stesso, dicendo: Ti benedirò e ti moltiplicherò molto. Così, avendo perseverato, Abramo conseguì la promessa. Gli uomini infatti giurano per qualcuno maggiore di loro e per essi il giuramento è una garanzia che pone fine ad ogni controversia.
Perciò Dio, volendo mostrare più chiaramente agli eredi della promessa l'irrevocabilità della sua decisione, intervenne con un giuramento perché grazie a due atti irrevocabili, nei quali è impossibile che Dio mentisca, noi che abbiamo cercato rifugio in lui avessimo un grande incoraggiamento nell'afferrarci saldamente alla speranza che ci è stata offerta. In essa infatti noi abbiamo come un'ancora della nostra vita, sicura e salda, la quale penetra fin nell'interno del velo del santuario, dove Gesù è entrato per noi come precursore, essendo divenuto sommo sacerdote per sempre alla maniera di Melchisedek.

San Paolo, Eb 6,10-20

domenica 28 dicembre 2008

I Santi Innocenti


















Guido Reni, La strage degli Innocenti

"Io ritengo, infatti, che le sofferenze del momento presente non sono paragonabili alla gloria futura che dovrà essere rivelata in noi. La creazione stessa attende con impazienza la rivelazione dei figli di Dio; essa infatti è stata sottomessa alla caducità - non per suo volere, ma per volere di colui che l’ha sottomessa - e nutre la speranza di essere lei pure liberata dalla schiavitù della corruzione, per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio".


Rm., 8, 18-21

domenica 30 marzo 2008

Domenica della Divina Misericordia

"Ma Dio, ricco di misericordia, per il grande amore con il quale ci ha amati, da morti che eravamo per i peccati, ci ha fatti rivivere con Cristo: per grazia infatti siete stati salvati."
Ef. 2, 4-5

domenica 2 marzo 2008


















Giusto de' Menabuoi, Paradiso (battistero della cattedrale di Padova)

"E noi tutti, a viso scoperto, riflettendo come in uno specchio la gloria del Signore, veniamo trasformati in quella medesima immagine, di gloria in gloria, secondo l'azione dello Spirito del Signore".


S.Paolo, 2 Co, 3, 18

mercoledì 17 ottobre 2007

Ciò che abbiamo di più caro

















Carron e don Gius, due incontri con la I maiuscola!

"...Ma quel pungolo di desiderio che testardamente si fa sentire in ciascuno di noi è una condanna o una risorsa? è più realista chi è pacificamente disimpegnato con il reale ("tanto la risposta non esiste") o chi, pur nella fatica, fa i conti con il proprio insistente bisogno, vive in una sincera ricerca?....La vita è decisa da incontri. La personalità di ciascuno fiorisce e può essere pienamente se stessa solo in un incontro che solleciti e valorizzi fino in fondo quello che siamo, che ci rilanci nella realtà come protagonisti. Qualcosa di tanto imprevisto e sorprendente quanto reale. Per questo è vitale scoprire se un simile incontro è veramente possibile oggi, anche in università"

Dal volantino di invito alla giornata di inizio anno



"Nell'esperienza di un grande amore tutto ciò che accade diventa avvenimento nel suo ambito"



Romano Guardini






"Pur vivendo nella carne, vivo nella fede del Figlio di Dio il quale mi ha amato e ha dato se stesso per me"



Lettera ai Galati






"Dove sta la necessità visibilmente più urgente delle nostre comunità e quindi del comportamento nostro, dell'impostazione della nostra vita in comunità? La cosa più urgente è la lotta contro il formalismo. è formalismo ogni atteggiamento che non derivi dalla domanda e dal suo sviluppo come ricerca culturale; è formalismo ogni attività che non esprima il proprio deisiderio originale, il proprio inizio"

Don Giussani, da Certi di alcune grandi cose







ieri c'è stata la giornata di inizio anno del CLU, un avvenimento davvero imprevedibile e liberante, che non potrei ridire con mie parole tanto quanto vorrei! In attesa del testo dell'intervento di don Pino non mi arrischio a pubblicare appunti provvisori ma non potevo non mettere almeno l'invito e alcune citazioni che son state fatte!