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mercoledì 25 marzo 2009

Annunciazione













Beato Angelico, Annunciazione (particolare)

Lo stato d’animo della Madonna, quello stato d’animo che opera un atteggiamento e lo decide di fronte alle occasioni e al tempo, lo stato d’animo della Madonna come si può definire meglio che con la parola “silenzio”? Il silenzio proprio come colmo di memoria. Due cose contribuivano a questa memoria, due cose determinavano questo silenzio. La prima era il ricordo dell’accaduto. L’accaduto conservava intatta la sua meravigliosità, il suo mistero vero, il suo mistero di verità, perché - ed è la seconda cosa - aveva qualcosa di presente: quel Bambino, quel giovane presente, quel Figlio presente.


Don Giussani, da Il Santo Rosario

domenica 21 dicembre 2008

Divina Maternità di Maria















Beato Angelico, Annunciazione

Angel dal ciel disceso
in bel sembiante umano,
scopre a Donzella umil,
scopre a Donzella umil
come si incarne
il Re del Ciel Sovrano,
per ristorare il mondo,
per ristorare il mondo
e per salvarne.

Ave, dei grazia piena,
teco è il Signor potente;
come clemente sei,
come clemente sei
Tu dolce e pia,
e del Suo amore ardente,
o benedetta Vergin
o Bendetta Vergine Maria!

Ave, beata e santa,
di Dio gran Genitrice,
porta felice a noi,
porta felice a noi
del Paradiso,
ove il Suo amor n'allice;
fa' che godiamo in Cielo
fa che godiamo in Ciel
del Tuo bel viso.


G Ancina, dal “Tempio Armonico della Beatissima Vergine”, 1599

lunedì 8 dicembre 2008

Immacolata Concezione


















Murillo, Immacolata Concezione

Tota pulchra es Maria.
Et macula originalis non est in te.
Tu gloria Jerusalem. Tu lætitia Israel.
Tu honorificentia populi nostri.
Tu advocata peccatorum.
O Maria! O Maria!
Virgo prudentissima, Mater clementissima,
ora pro nobis, intercede pro nobis
ad Dominum Jesum Christum.

lunedì 6 ottobre 2008

O Spes Mea Cara


















Botticelli, Madonna del Magnificat (particolare)

O spes mea cara, Maria praeclara,
e valle amara imploro Te.
Exaudi praecantem, solare clamantem,
confìrma labantem, et serva me.

Per blanda perdura, ad non peritura
o fortis, o pura duc debilem.
Dum turget procella et suscitat bella
ad portum, o stella, duc exulem.

Patrona decora, in exitus hora
pro me, Mater, ora Tu fllium
ut inserar gratis, remissis peccatis,
catervis beatis Coelestium.

Lauda medievale

lunedì 8 settembre 2008

Natività di Maria



















Ave, vera virginitas,
immaculata castitas,
cuius purificatio,
nostra fuit purgatio

Ave, cuius nativitas,
nostra fuit solemnitas,
ut lucifer lux oriens,
verum solem praeveniens.

O mater Dei, memento mei! Amen

Josquin des Prez


http://www.codextemporis.cz/mp3/Ave%20vera%20virginitas.mp3

Il Coro dell'Incoronata la fa meglio...qui i tenori coprono tutte le altre voci! ma purtroppo non abbiamo una registrazione su internet, mi devo accontentare!

venerdì 15 agosto 2008

Assunzione di maria

Tiziano, Assunzione

Nell'Ascensione il Signore, con la sua Resurrezione, è diventato il dominatore del mondo e perciò c'è uno tra noi che salverà tutto quello che siamo, che è così potente da salvare la nostra vita, da conservarla tutta, per ridarcela tutta perdonandoci i nostri peccati. La dimostrazione di questo è il mistero dell'Assunzione, in cui ha preso l'umanità della Madonna e non l'ha lasciata in balia della morte, neanche un momento.
Con il mistero dell'Assunzione il Signore dice: «Vedete, io non vi farò perdere niente di quello che vi ho dato, di quello che avete usato, di quello che avete gustato, persino di quello che avete usato male, se voi sarete umili di fronte a me. Beati i poveri di spirito, cioè: se voi riconoscete che tutto è grazia, che tutto è misericordia, perché i vostri criteri sono niente, il mio criterio è tutto». La Madonna già sta a quel livello ultimo, profondo dell'Essere da cui tutti gli esseri traggono consistenza, vita e destino. Per questo è stata assunta al cielo, là dove sta il mistero di Dio: perché fosse per noi madre quotidiana dell'avvenimento.
La glorificazione del corpo della Madonna indica l'ideale della moralità cristiana, la valorizzazione di ogni momento, il valore di ogni istante. Perciò è la valorizzazione della vita, della nostra esistenza, della vita del corpo del mondo, è l'esaltazione della materia vissuta dall'anima, vissuta dalla coscienza che è rapporto con Dio, è la valorizzazione della nostra vita terrena, non perché fortunata per particolari circostanze, ma perché attraverso ogni cosa più piccola si veicola il nostro rapporto con l'Infinito, con il mistero di Dio.



Don Gius, da Il santo Rosario

martedì 27 maggio 2008

Como busca


















Como busca el tierno infante
afligido y pesaroso
el descanso y el reposo
en el seno maternal
Asi yo desde que brilla la luz de l aurora
vengo a buscar o senora
tu protection celestial.

Canto tradizionale venezuelano


Come il bambino piccolo affaticato e triste cerca riposo e conforto tra le braccia della madre, così io, fin da quando brilla la luce bianca dell'aurora, vengo a cercare, o Signora, la tua celeste protezione.

venerdì 28 marzo 2008

Mary did you know?


















Botticelli, Madonna del Magnificat


Mary, did you know
That your baby boy will one day walk on water?
Did you know
That your baby boy will save our sons and daughters?
Did you know
That your baby boy has come to make you new?
This child that youve delivered
Will soon deliver you

Mary, did you know
That your baby boy will give sight to a blind man?
Did you know
That your baby boy will calm a storm with his hand?
Did you know
That your baby boy has walked where angels trod?
And when you kiss your little boy
Youve kissed the face of god

Mary, did you know?
The blind will see
The deaf will hear
And the dead will live again
The lame will leap
The dumb will speak
The praises of the lamb

Mary, did you know
That your baby boy is lord of all creation?
Did you know
That your baby boy will one day rules the nations?
Did you know
That your baby boy is heavens perfect lamb?
This sleeping child youre holding
Is the great "I Am"

Maria, sapevi che il tuo bambino avrebbe camminato sull’acqua un giorno? Sapevi che avrebbe salvato i nostri figli e le nostre figlie? Sapevi che è venuto per renderti nuovo? Il bambino che tu ci hai dato presto ci darà te. Sapevi che avrebbe dato la vista ad un cieco? Sapevi che avrebbe calmato una tempesta con la Sua mano? Sapevi che il tuo bambino ha camminato dove hanno camminato gli angeli? Quando hai baciato il tuo bambino, hai baciato il volto di Dio. I ciechi vedranno, i sordi udiranno, i morti vivranno ancora, gli zoppi cammineranno, i muti daranno lode all’Agnello. Maria, sapevi che il tuo bambino è il Signore di tutta la creazione? Maria sapevi che il tuo bambino un giorno avrebbe governato le Nazioni? Sapevi che il tuo bambino era l’agnello perfetto del cielo? Il bambino che dorme e che tieni fra le braccia è il grande "IO SONO".

Ieri alla scuola di comunità come canto di ascolto c'è stato questo, che mi piace tantissimo! è vero è più natalizio che pasquale ma è bello lo stesso.

giovedì 27 dicembre 2007

Regalo


















Lei era una bambina che qualunque collina
avrebbe voluto avere come sole.
Da tempo immemorabile era bella.
E più che una bambina era una stella.

Più che una stella era qualunque cosa.
Più di qualunque cosa era amorosa,
più di qualunque amore decorosa:
di tutto l’universo era la sposa.

Ma era troppo piccola: una rosa
che sboccia appena, come ogni creatura
sospesa tra l’eterno e la paura
dei giorni che dei sogni sono mura.

Le mura di chi è nato e non gli è dato
capire più di quanto del creato
gli venga in uno spazio costruito
e dentro un tempo già determinato.

Ma i sogni la sognavano più forte
del sogno che a ogni nato è dato in sorte
prima che nel silenzio della morte
le vite si ritraggano contorte.

Quasi che solo quello si sapesse:
che tutto infine ha fine come il sole
e l’universo e tutto ciò che vuole
vivere sempre, e che vivendo muore.

Quest’era l’infinita nostalgia,
quest’era l’assoluta lontananza
prima che quella luce in quella stanza
dicesse allora e per sempre: “Maria”.


Aldo Nove, I da Maria

venerdì 3 agosto 2007

Romaria




















É se sonho e de pò
O destino de um só
feito eu, perdido em pensamento
sobre o meu cavalo.
É de laco e de nó
de gibeira o jiló
dessa vida sofrida a sol.

Sou caipira pirapora
Nossa Senhora de Aparecida
ilumina a mina escura
e funda o trem da minha vida.

O meu pai peão,
minha mãe solidão,
meus irmãos perderam-se na vida
em busca de aventuras.
Descasei, joguei,
investi, desisti,
se hà sorte, eu não sei, nunca vi.

Me disseram, porèm que eu viesse aqui
p’ra pedir, de romaria em prece,
paz nos desalentos.
Como eu não sei rezar,
só queria mostrar
meu olhar, meu olhar, meu olhar.


È sogno e polvere il destino di un uomo solo come me, perso nei miei pensieri, sul mio cavallo. È destino di lazzo e nodo, di poveri calzoni da festa e gilet, di questa vita sofferta in solitudine. Sono un abitante dell’interno (della campagna), Signora di Aparecida (località vicino S. Paolo), illumina l’oscura miniera e fondi le basi della mia vita. Mio padre era un "peao", mia madre era la solitudine, i miei fratelli si sono dispersi cercando l’avventura. Sono divorziato, ho giocato, ho investito, poi ho abbandonato. Se esiste la fortuna, non lo so, non l’ho mai vista. Mi hanno detto però di venire qui, in pellegrinaggio, in preghiera, per chiedere la pace nelle mie disavventure. Ma dal momento che so pregare, sono venuto semplicemente a mostrare il mio sguardo.


(Buon pellegrinaggio a tutti i miei amici in partenza per Czestochowa!)

mercoledì 25 luglio 2007

Inno alla Vergine



Vergine madre, figlia del tuo figlio,
umile e alta più che creatura,
termine fisso d'eterno consiglio,
tu se' colei che l'umana natura
nobilitasti sì, che 'l suo fattore,
non disdegnò di farsi sua fattura.
Nel ventre tuo si raccese l'amore
per lo cui caldo ne l'eterna pace
così è germinato questo fiore.
Qui se' a noi meridiana face
di caritate, e giuso, intra i mortali,
se' di speranza fontana vivace.
Donna, se' tanto grande e tanto vali,
che qual vuol grazia ed a te non ricorre,
sua distanza vuol volare sanz' ali.
La tua benignità non pur soccorre
a chi domanda, ma molte fiate
liberamente al dimandar precorre.
In te misericordia, in te pietate,
in te magnificenza, in te s'aduna
quantunque in creatura è di bontate.

Dante, Paradiso XXXIII



(Un ringraziamento particolare agli amici che hanno organizzato la serata su Dante in vacanza...dedicato in special modo alla Cri e alla Eleo!)