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venerdì 2 aprile 2010

Venerdì Santo 2010











Il buon ladrone, Beato Angelico


Ultimamente è per le debolezze e il cinismo del nostro cuore che il mondo è come una grande tenebra nella quale la sorgente della luce è la morte, paradosso supremo, è la morte della vita, è la morte di Cristo.


(dal libretto della Settimana Santa del Clu)



Che era dunque l'uomo.
Quell'uomo.
Che era venuto a salvare.
Del quale aveva rivestito la natura.
Non lo sapeva.
Come uomo non lo sapeva.
Perché nessun uomo conosce l'uomo.
Perché una vita d'uomo.
Una vita umana, come uomo, non basta a conoscere l'uomo.
Tanto è grande. E tanto è piccolo.
Tanto è alto. E tanto è basso.
Cos'era dunque l'uomo.
Quell'uomo.
Del quale aveva rivestito la natura.
Suo padre lo sapeva.

Peguy, da Il Mistero della carità di Giovanna d'Arco

martedì 2 febbraio 2010

Presentazione di Gesù al tempio
















Beato Angelico, Presentazione al tempio


Quando la Madonna si è recata al tempio, otto giorni dopo, per offrire il suo Pri mogenito, nel grande tempio nel quale ogni giudeo identificava la maestà di Dio, essa certamente si sentiva come nullificata dalla grandezza e dalla maestà di Dio. Ma, nella percezione della grandezza del tempio, un sentimento penetrava e prevaleva: la grandezza di Dio era il Bambino che aveva tra le braccia, era il Bambino che piangeva, era il Bambino che allattava. Vedendo da che cosa Dio ha fatto nascere quello che è il fattore decisivo della storia e del mondo, come dirà il vecchio Simeone, e che divide il mondo in due - perché è proposta davanti alla quale si divide in due il cuore dell'uomo e si dividono in due tutti i cuori degli uomini - , vedendo da che cosa è nato Colui che le porte degli inferi non verranno più a distruggere, una forza umana la più grande di tutte, vedendo da che cosa è sorto, si rimane come pietrificati dallo stupore. Tutto il resto è comprensibile da tutti gli uomini - il senso religioso, lo chiama- no -, ma questo impatto e questo avvenimento è totalmente impensabile, imprevedibile, totalmente nuovo, totalmente e veramente incomprensibile: Dio fatto parte della nostra esperienza, dell'esperienza del nostro io, dell'esperienza della maternità della Madonna, dell'esperienza di ogni azione che compiamo.


don Giussani

venerdì 10 aprile 2009

Venerdì Santo


















Beato Angelico, Crocefisso adorato da s.Domenico (particolare), Firenze, san Marco

"Da quando è morto in croce quell'uomo, la parola sacrificio è diventata una parola gigante, grande e ha svelato -come quando si alza il sole, come un sole che si alza- che tutta la vita di tutti gli uomini è tramata di sacrifici, è piena di brividi di sacrificio, è come dominata dalla necessità di sacrificare [...] e su tutto incombe il sacrificio più grosso che si possa concepire, che è morire. [...]
Il sacrificio era inconcepibile, ributtante, ma c'è un momento nella storia in cui il sacrificio è cominciato a diventare interessante -ossia riguardava l'interesse dell'uomo, cioè il destino dell'uomo-: quando Cristo è morto in croce, affinchè gli uomini potessero essere salvati dalla morte, affinchè le cose potessero essere salvate dalla corruzione, dal diventare vermi, piccoli, numerosi".


Luigi Giussani, da Si può vivere così

mercoledì 25 marzo 2009

Annunciazione













Beato Angelico, Annunciazione (particolare)

Lo stato d’animo della Madonna, quello stato d’animo che opera un atteggiamento e lo decide di fronte alle occasioni e al tempo, lo stato d’animo della Madonna come si può definire meglio che con la parola “silenzio”? Il silenzio proprio come colmo di memoria. Due cose contribuivano a questa memoria, due cose determinavano questo silenzio. La prima era il ricordo dell’accaduto. L’accaduto conservava intatta la sua meravigliosità, il suo mistero vero, il suo mistero di verità, perché - ed è la seconda cosa - aveva qualcosa di presente: quel Bambino, quel giovane presente, quel Figlio presente.


Don Giussani, da Il Santo Rosario

giovedì 5 febbraio 2009


















Beato Angelico, Annunciazione


"Colui che ha cominciato in voi un’opera buona, la condurrà a compimento fino al giorno di Cristo Gesù"


s.Paolo, Fil. 1, 6



"Essere sicuro che Lui porta a compimento quello che mi ha dato, vuol dire essere sicuro della mia felicità, essere sicuro del mio destino, essere sicuro del mio compimento, essere sicuro dello scopo della vita. Quello per cui occorre essere sicuri -se non si è sicuri di questi tutto si sgretola- è essere sicuri del proprio destino, della propria felicità, di essere salvati, insomma".


Don Giussani, da Si può vivere così?


sabato 17 gennaio 2009














Beato Angelico, Giudizio Universale (particolare)

«Nessuno può venire a me, se non è attirato dal Padre». Non pensare di essere attirato contro la tua volontà; l’animo è attirato per amore (…). Parlare di volontà è poco, occorre dire che si è attirati dal piacere. Ma che significa essere attirati dal piacere? «Godi nel Signore ed Egli soddisferà i desideri del tuo cuore». Vi è un piacere del cuore che gode di quel dolce pane celeste. Del resto se il poeta (Virgilio) ha potuto scrivere «Ciascuno è attratto dal proprio piacere» - e non dice necessità, dice piacere; non dice obbligo, dice diletto - quanto più noi dobbiamo dire che è attratto a Cristo l’uomo che gode della verità, gode della felicità, gode della giustizia, della vita eterna, dal momento che Cristo è proprio tutto questo. (…).
Un uomo innamorato comprende quello che dico. Un uomo che abbia desideri, che abbia fame, uno che cammini in questo deserto e sia assetato, che aneli alla sorgente della patria eterna, un uomo così sa di cosa sto parlando. Se mi rivolgo invece a un uomo freddo, costui non capisce neppure di che cosa parlo.





S.Agostino da Commento al Vangelo di Giovanni



Ciascun confusamente un bene apprende
nel qual si queti l'animo, e desidera;
per che di giunger lui, ciascun contende.



Dante, Pg. XVII 127-129


domenica 21 dicembre 2008

Divina Maternità di Maria















Beato Angelico, Annunciazione

Angel dal ciel disceso
in bel sembiante umano,
scopre a Donzella umil,
scopre a Donzella umil
come si incarne
il Re del Ciel Sovrano,
per ristorare il mondo,
per ristorare il mondo
e per salvarne.

Ave, dei grazia piena,
teco è il Signor potente;
come clemente sei,
come clemente sei
Tu dolce e pia,
e del Suo amore ardente,
o benedetta Vergin
o Bendetta Vergine Maria!

Ave, beata e santa,
di Dio gran Genitrice,
porta felice a noi,
porta felice a noi
del Paradiso,
ove il Suo amor n'allice;
fa' che godiamo in Cielo
fa che godiamo in Ciel
del Tuo bel viso.


G Ancina, dal “Tempio Armonico della Beatissima Vergine”, 1599

venerdì 12 settembre 2008


















Beato Angelico, Paradiso


"Haec est dies quam fecit Dominus:
exultemus et laetemur in ea".

"Ecco il giorno che ha fatto il Signore:
rallegriamoci ed esultiamo in esso".


Questo è un versetto, che noi cantiamo anche col coro, solitamente associato alla Pasqua, ma in realtà potrebbe essere detto di qualsiasi giorno! E per la giornata di ieri devo proprio rallegrarmi ed esultare, dato che ho avuto indetro l'ultimo capitolo della tesi e ho finalmente avuto la conferma del mio viaggio a New York, ormai prossimo!

venerdì 21 marzo 2008

Due canti del Venerdì Santo














Beato Angelico, crocifissione nel convento di S.Marco


Amicus meus

Amicus meus osculi me tradidit signo.
Quem osculatus fuero, ipse est, tenete eum.
Hoc malum fecit signum,
qui per osculum adimplevit homicidium.
Infelix praetermisit pretium sanguinis,
et in fine laqueo se suspendit.
Bonum erat ei, si natus non fuisset homo ille.
Infelix praetermisit pretium sanguinis,
et in fine laqueo se suspendit.


T.L. De Victoria


Amico mio, mi tradisci col segnale di un bacio.
"Quello che bacerò, è proprio lui, arrestatelo".
Diede questo malvagio segnale,
colui che con un bacio compì un omicidio.
L'infelice lasciò cadere il prezzo del sangue
e si impiccò.
Era meglio per lui se quell'uomo non fosse mai nato.
L'infelice lasciò cadere il prezzo del sangue
e si impiccò.


http://en.wikipedia.org/wiki/Tomas_Luis_de_Victoria



Stava a' pie' della croce

Stava a’ pie’ della Croce
onde pendea ‘l Figliolo
la Madre in pianto e in duolo
stupida e senza voce.


Vide il suo dolce Nato
mandar lo spirto fuore
dall’affannato core
povero e desolato.

Madre santa le piaghe
stampa del Crocefisso
dentro lo mio cor fisso
et di ciò sol m’appaghe.

Fa’ che ‘l mio cor tutt’arda
in amar Christo Dio
fa’ ch’al suo gran desio
non fia mia voglia tarda.

Anonimo, red. Francesco Soto de Langa

giovedì 27 dicembre 2007

Regalo


















Lei era una bambina che qualunque collina
avrebbe voluto avere come sole.
Da tempo immemorabile era bella.
E più che una bambina era una stella.

Più che una stella era qualunque cosa.
Più di qualunque cosa era amorosa,
più di qualunque amore decorosa:
di tutto l’universo era la sposa.

Ma era troppo piccola: una rosa
che sboccia appena, come ogni creatura
sospesa tra l’eterno e la paura
dei giorni che dei sogni sono mura.

Le mura di chi è nato e non gli è dato
capire più di quanto del creato
gli venga in uno spazio costruito
e dentro un tempo già determinato.

Ma i sogni la sognavano più forte
del sogno che a ogni nato è dato in sorte
prima che nel silenzio della morte
le vite si ritraggano contorte.

Quasi che solo quello si sapesse:
che tutto infine ha fine come il sole
e l’universo e tutto ciò che vuole
vivere sempre, e che vivendo muore.

Quest’era l’infinita nostalgia,
quest’era l’assoluta lontananza
prima che quella luce in quella stanza
dicesse allora e per sempre: “Maria”.


Aldo Nove, I da Maria

lunedì 26 novembre 2007






















Beato Angelico, discesa di Cristo nel Limbo


Consolamini, consolamini, popule meus
Cito veniet salus tua
Quare maerore consumeris, quia innovavit te dolor?
Salvabo te, noli timere
Ego enim sum Dominus Deus tuus, Sanctus Israel,
Redemptor tuus.





dal Rorate caeli, canto gregoriano per l'Avvento