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domenica 2 luglio 2017


Aspettare, aspettarti.
Ma un solo presente
presuppone l’attesa: tu.
Se non ci sarai
all’altro capo,
è al nulla che il mio animo
si rivolge.
E allora tutto è vano,
io stessa non ho ragione
e i miei pensieri
mancano di significato e il mondo non esiste,
crollano le persone,
si dissolvono le città
come nuvole e vapore,
muore il sole, vive l’ombra,
tutto è spento, dormono
le ali, cessano di vibrare,
perchè soltanto attenderti
tiene sveglia la mia vita
Allora, aspetto.
                         Kalindi Achala

martedì 8 dicembre 2015


Photo inspired by Hopper 

«Amare e non essere amato, essere a letto e non dormire, aspettare e non veder arrivare, sono tre cose che fanno morire». Così, più o meno, recita il proverbio.
Irène Némirovsky, da Il malinteso

lunedì 5 ottobre 2015

Attese e non venute


Edward Hopper

A me, percosso 
dalle cose attese e non venute, 
dalle promesse vanite nel cuore 
da tante pochezze di terra,
queste cose piccine, da nulla, sono
quotidiano flagello ed insulto, 
un rodermi lento e oscuro 
che macera lo spirito. 

                               Aldo Agazzi, da Poemetti

mercoledì 8 aprile 2015

Ritrovarsi


Volle ritirare la sua mano, ma io la trattenni ancora più forte.
«Ci rivedremo - esclamai - ci ritroveremo, e ci riconosceremo fra tutti».
J.W. Goethe, da I dolori del giovane Werther

giovedì 12 marzo 2015

8 marzo 2015


Chicago, luglio 2014

ad Angelo Majo,
Va
rigotti, 24 settembre 1946
"Mio carissimo,
quante e quante cose mi hai dette nella tua lettera, che io ho atteso (ma perché poi non ti ho scritto io, subito arrivato?), e che io ho ricevuto sempre con quella gioia trepidante con cui si toccano le cose immensamente amate. Perché fra tanti esseri ce n’è alcuniche inesorabilmente si inseriscono nella nostra vita interiore, sì che il loro interesse diventa il nostro interesse."



L.Giussani, da Lettere di fede e amicizia

mercoledì 3 settembre 2014

Risposta e domanda


Chicago

 "Anche le città credono di essere opera della mente o del caso, ma né l'una né l'altro bastano a tener su le loro mura. D'una città non godi le sette o le settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda. O la domanda che ti pone obbligandoti a rispondere, come Tebe per bocca della Sfinge".


I.Calvino, da Le città invisibili

venerdì 18 aprile 2014

Ojos de cielo

John Constable, Salisbury Cathedral from the Meadows

Después de haber mirado mucho tiempo el cielo en tu busca,
mis ojos, que eran oscuros, se han vuelto azules.
Después de haber mirado mucho tiempo la luna, buscándote,
mis ojos se han vuelto vagos, insondables,
del color de la nostalgia.
Y ahora en mi pecho hay una lluvia continua que me hace pedir
y esperarte como un arcoiris que abraza la tierra.
Así mi corazón vaga buscando en cada esquina, en cada rostro,
al Desconocido que está a punto de llegar.

Jussara M. Santos

mercoledì 22 gennaio 2014

Traccia vuota


Kurt Schwitters, Merz ABCD (1928)

«Cosa dunque ci gridano questa avidità e questa impotenza, se non che un tempo ci fu nell’uomo una vera felicità, di cui ora gli restano soltanto il segno e la traccia del tutto vuota, che egli tenta invano di riempire con tutto quanto lo circonda, chiedendo alle cose assenti quanto non ottiene dalle presenti? Aiuto di cui sono tutte incapaci, perché questo abisso infinito non può essere colmato se non da un oggetto infinito». 


Pascal, da Pensieri 

venerdì 1 febbraio 2013

You found me


I found God
On the corner of first and Amistad
Where the west was all but won
All alone, smoking his last cigarette
I Said where you been, he said ask anything
Where were you?
When everything was falling apart
All my days were spent by the telephone
It never rang
And all I needed was a call
That never came
To the corner of first and Amistad 

Lost and insecure
You found me, you found me
Lying on the floor
Surrounded, surrounded
Why'd you have to wait?
Where were you? Where were you?
Just a little late
You found me, you found me 

In the end everyone ends up alone
Losing her, the only one who's ever known
Who I am, who I'm not, who I want to be
No way to know how long she will be next to me 

Lost and insecure
You found me, you found me
Lying on the floor
Surrounded, surrounded
Why'd you have to wait?
Where were you, where were you?
Just a little late
You found me, you found me 

Early morning, City breaks
I've been calling for years and years and years and years
And you never left me no messages
You never send me no letters
You got some kind of nerve, taking all I want 

Lost and insecure
You found me, you found me
Lying on the floor
Where were you where were you 

Lost and insecure
You found me, you found me
Lying on the floor
Surrounded, surrounded
Why'd you have to wait?
Where were you, where were you?
Just a little late
You found me, you found me 

Why'd you have to wait?
To find me, to find me 



domenica 26 agosto 2012

'Til Kingdom come

Hold my head inside your hands,
I need someone who understands.
I need someone, someone who hears,
For you, I've waited all these years.

For you, I'd wait 'til kingdom come.
Until my day, my day is done.
And say you'll come, and set me free,
Just say you'll wait, you'll wait for me.


                              Coldplay, da 'Til Kingdom come

martedì 18 ottobre 2011

Lo scopo












P. Cézanne, Mont Saincte Victorie, 1904-1906

"Raggiungerò lo scopo tanto cercato, e per tanto tempo inseguito? Lo spero, ma poiché non l’ho raggiunto, mi pervade un vago senso di malessere, che sparirà solo quando avrò raggiunto il porto, cioè quando avrò realizzato qualcosa che si sviluppi meglio che in passato e nello stesso tempo dimostri le mie teorie. Queste sono sempre facili, è il provarle quello che presenta serie difficoltà. Continuo dunque i miei studi. Ho riletto la vostra lettera e vedo che non rispondo sempre a tono. Scusatemi; è perché, ve l'ho detto, ho sempre la preoccupazione di raggiungere lo scopo. Studio sempre dal vero, e mi sembra di fare dei lenti progressi. Avrei voluto che foste qui, perché la solitudine mi pesa sempre un po'. Ma sono vecchio, malato, e ho giurato a me stesso di morire dipingendo, anziché sprofondare nell'avvilente rimbambimento che minaccia i vecchi che si lasciano dominare sa passioni abbruttenti. Se un giorno avrò il piacere di rivedervi, potremo spiegarci meglio, a viva voce. Mi scuserete se torno sempre sullo stesso punto, ma credo nello sviluppo logico di ciò che vediamo e sentiamo studiando dal vero".

Paul Cézanne ad Emile Bernard, 21 settembre 1906

domenica 24 aprile 2011

Pasqua












L’attesa è dentro di noi, niente potrà strapparla via. Potremo forse ignorarla, ma non sopprimerla, restiamo inquieti: l’unica cosa che vogliamo sapere è se quell’uomo è risorto e quella resurrezione c’entra con me ora, in questo istante in cui scrivo.

Alessandro d'Avenia

sabato 20 novembre 2010














''L' uomo non si rivolge alla realtà per conoscerla meglio o peggio, se non dopo, e a partire da, l'averla sentita come una promessa, come una patria dalla quale in linea di principio ci si attende tutto, nella quale si crede possibile trovare tutto''.

Maria Zambrano

martedì 15 giugno 2010















Hopper

"Qualcuno ci ha mai promesso qualcosa? E allora perchè attendiamo??"

Cesare Pavese, da Il mestiere di vivere

domenica 6 dicembre 2009

Avvento 2009


















Dalì, Ragazza alla finestra

"Se il tempo non è riempito da un presente dotato di senso, l’attesa rischia di diventare insopportabile; se si aspetta qualcosa, ma in questo momento non c’è nulla, se il presente cioè rimane vuoto, ogni attimo che passa appare esageratamente lungo, e l’attesa si trasforma in un peso troppo grave, perché il futuro rimane del tutto incerto. Quando invece il tempo è dotato di senso, e in ogni istante percepiamo qualcosa di specifico e di valido, allora la gioia dell’attesa rende il presente più prezioso".


Benedetto XVI, Omelia dei vesperi per l'inizio dell'Avvento


domenica 16 novembre 2008

Prima Domenica di Avvento (ambrosiano)

L'istante è come l'Avvento, poiché l'istante non è ancora il compimento. E se è già compiuto, perché Cristo è venuto, se l'istante porta nel suo grembo un "già", anche in questo senso è ancora attesa del compimento, o meglio, è attesa che si manifesti ciò che è già avvenuto, e che esso porta nel suo grembo.
La parola più amica dell'istante, perciò, è la parola "Avvento". E il sentimento che domina l'istante e lo fa diventare ricco di pace, carico di vigilanza e produttivo, è proprio l'attesa.

Don Giussani

giovedì 20 settembre 2007

Dall'immagine tesa
















Dall' immagine tesa
vigilo l'istante
con imminenza d'attesa -
e non aspetto nessuno:
nell'ombra accesa
spio il campanello
che impercettibile spande
un polline di suono -
e non aspetto nessuno:
tra quattro mura
stupefatte di spazio
più che un deserto
non aspetto nessuno:
ma deve venire,
verrà , se resisto,
a sbocciare non visto,
verrà d'improvviso,
quando meno l'avverto.
Verrà quasi perdono
di quanto fa morire,
verrà a farmi certo
del suo e mio tesoro,
verrà come ristoro
delle mie e sue pene,
verrà, forse già viene
il suo bisbiglio.

Clemente Rebora

giovedì 30 agosto 2007



















è gialla tutta la campagna
ed ho già nostalgia di te,
ma dove vado c'è chi aspetta
così ti porto dentro me.

dal canto "La strada" di Claudio Chieffo


(un grazie alla Vale che oggi mi ha fatto capire questa attesa!)