Visualizzazione post con etichetta Peguy. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Peguy. Mostra tutti i post

venerdì 2 aprile 2010

Venerdì Santo 2010











Il buon ladrone, Beato Angelico


Ultimamente è per le debolezze e il cinismo del nostro cuore che il mondo è come una grande tenebra nella quale la sorgente della luce è la morte, paradosso supremo, è la morte della vita, è la morte di Cristo.


(dal libretto della Settimana Santa del Clu)



Che era dunque l'uomo.
Quell'uomo.
Che era venuto a salvare.
Del quale aveva rivestito la natura.
Non lo sapeva.
Come uomo non lo sapeva.
Perché nessun uomo conosce l'uomo.
Perché una vita d'uomo.
Una vita umana, come uomo, non basta a conoscere l'uomo.
Tanto è grande. E tanto è piccolo.
Tanto è alto. E tanto è basso.
Cos'era dunque l'uomo.
Quell'uomo.
Del quale aveva rivestito la natura.
Suo padre lo sapeva.

Peguy, da Il Mistero della carità di Giovanna d'Arco

giovedì 18 febbraio 2010

















"Dà per nulla, altrimenti è forse un dare?
Ama per nulla, altrimenti è forse un amare? "

Charles Peguy

sabato 18 luglio 2009

In partenza per Pontresina















Van Gogh, La camera di Arles

Un tempo gli operai non erano servi. Lavoravano. Coltivavano un onore, assoluto, come si addice a un onore. La gamba di una sedia doveva essere ben fatta. Era naturale, era inteso. Era un primato. Non occorreva che fosse ben fatta per il salario, o in modo proporzionale al salario. Non doveva essere ben fatta per il padrone, né per gli intenditori, né per i clienti del padrone. Doveva essere ben fatta di per sé, in sé, nella sua stessa natura. Una tradizione venuta, risalita da profondo della razza, una storia, un assoluto, un onore esigevano che quella gamba di sedia fosse ben fatta. E ogni parte della sedia fosse ben fatta. E ogni parte della sedia che non si vedeva era lavorata con la medesima perfezione delle parti che si vedevano. Secondo lo stesso principio delle cattedrali. E sono solo io — io ormai così imbastardito — a farla adesso tanto lunga. Per loro, in loro non c’era neppure l’ombra di una riflessione. Il lavoro stava là. Si lavorava bene. Non si trattava di essere visti o di non essere visti. Era il lavoro in sé che doveva essere ben fatto.


C. Peguy, L’argent, 1914

lunedì 23 febbraio 2009

Grazie don Gius!














Don Luigi Giussani

"Tu vedi. Tu vedi. Quello che sappiamo, noi altri, tu lo vedi. Quello che c’insegnano, a noi altri, tu lo vedi. Il catechismo, tutto il catechismo, e la chiesa, e la messa, tu non lo sai, tu lo vedi, e la tua preghiera non la dici, non la dici soltanto, tu la vedi. Per te non ci sono settimane. E non ci sono giorni. Non ci sono giorni nella settimana; e non ore nella giornata. Tutte le ore per te suonano come la campana dell’Angelus. Tutti i giorni sono domeniche e più che domeniche e le domeniche più che domeniche".



Charles Peguy, da Il mistero della Carità di Giovanna d'Arco