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mercoledì 31 ottobre 2012

Educazione


Picasso, Famiglia di acrobati

"Finché non si salveranno i padri, non si potranno salvare i bambini e, allo stato attuale, noi non possiamo salvare gli altri, perché non sappiamo salvare noi stessi. Non possiamo insegnare cosa sia la cittadinanza se noi stessi non siamo cittadini; non possiamo dare ad altri la libertà se noi stessi abbiamo dimenticato l’ardente desiderio di libertà. L’educazione è semplicemente la trasmissione della verità; e come possiamo passare ad altri la verità se noi non l’abbiamo mai avuta tra le mani? [...]Gran parte della libertà moderna è, alle radici, paura. Non è tanto che noi siamo troppo audaci per sopportare le regole, è che siamo troppo paurosi per sopportare le responsabilità. Mi riferisco alla responsabilità di affermare la verità della nostra tradizione umana e di tramandarla con la voce dell’autorità, una voce insopprimibile. Questa è la sola ed eterna educazione: essere così sicuri che qualcosa è vero da avere il coraggio di dirlo a un bambino". 


G.K.Chesterton,  da Che cosa c'è di sbagliato nel mondo
 »

La citazione è tratta da un articolo che consiglio caldamente: 
http://www.tempi.it/blog/il-suicidio-di-un-bambino-a-roma-e-uno-squillo-di-tromba-che-chiama-gli-adulti-alla-battaglia-educativa#.UJE4L29mKKJ

sabato 9 giugno 2012

Dedizione


Picasso, La vita

11 giugno 1938

È una vecchia sapienza, ma fa piacere averla riscoperta. Credi solo all’attaccamento che costa sacrificio: tutto l’altro è, nel migliore dei casi, retorica.
Del resto Cristo – il nostro divino modello – non pretendeva di meno dagli uomini.
Da chi non è pronto – non dico a sacrificarti il suo sangue, che è cosa fulminea e facile – ma a legarsi con te per tutta la vita (rinnovare cioè ad ogni giornata la dedizione) – non dovresti accettare neanche una sigaretta.

C. Pavese

martedì 23 settembre 2008

Ballata dell'uomo vecchio


















Picasso, Vecchio Chitarrista

La tristezza che c'è in me,
l'amore che non c'è
hanno mille secoli
il dolore che ti dò,
la fede che non ho,
sono vecchio, sì
questo Tu lo sai,
ma resti qui.

lo vorrei vedere Dio,
vorrei vedere Dio
ma non è possibile:
ha la faccia che tu hai,
il volto che tu hai
e per me è terribile.
Sono vecchio ormai,
sono vecchio, sì
questo Tu lo sai,
ma resti qui.

Ascoltami,
rimani ancora qui
ripeti ancora a me
la tua parola;
ripetimi quella parola che
un giorno hai detto a me
e che mi liberò
.

Io vorrei vedere Dio
vorrei vedere Dio
ma non è possibile:
ha la faccia che tu hai,
il volto che tu hai
e per me è terribile
.
Sono vecchio ormai,
sono vecchio, sì
questo Tu lo sai,
ma resti qui.

La paura che c'è in me,
l'amore che non c'è
hanno mille secoli;
tutto il male che io so,
la fede che non ho
hanno mille secoli.
Sono vecchio ormai,
sono vecchio, sì
ma se Tu vorrai mi salverai.

Ascoltami, rimani ancora qui
ripeti ancora a me la Tua parola;
ripetimi quella parola che
un giorno hai detto a me
e che mi liberò.


Claudio Chieffo


Devo aver già postato questa canzone tempo fa, ma stasera l'ho sentita più vera che mai pensando alla mia giornata di oggi.

lunedì 23 giugno 2008






















Picasso, Ragazzo con cavallo

Il popolo non chiede più all’arte né consolazione né entusiasmi. I più raffinati, gli agiati, i fannulloni, i distillatori della quintessenza, cercano il nuovo, la cosa non comune, l’originale, lo scandaloso. Io, dai tempi del cubismo e dopo di esso, accontentavo questi signori e questi critici con le innumerevoli stranezze che mi brulicavano nella mente, ed essi quanto meno li comprendevano tanto più li ammiravano. Tanto mi divertivano tutti questi giochi con tutte le loro sciocchezze, i rebus, gli arabeschi che divenni noto in breve tempo. Per un pittore la notorietà significa vendita, guadagno, successo, ricchezza.
Oggi, come vedete, io sono diventato noto a tutti e molto ricco: ma quando mi trovo solo con me stesso non ho il coraggio di considerarmi pittore nell’antico senso di questa parola. Grandi pittori sono stati Giotto, Tiziano, Rembrandt, Goya. Io sono stato soltanto un burlone pubblico che ha sentito il proprio tempo.
Allora se gli artisti sono insoddisfatti di quelle correnti che seguono forse solo per interesse, perché i critici le esaltano? Forse troppi oggi si dilettano con l’arte e tanti riescono abbastanza bene (specie in pittura) : così i critici lodano le stramberie perché pochi ad esse si dedicano e, quindi, vi è più possibilità di guadagno?

Pablo Picasso

(Grazie a Giacabi!)