lunedì 18 agosto 2014
Finito/Infinito
martedì 24 dicembre 2013
Essere vulnerabili
domenica 29 settembre 2013
L'ho cercato ma non l'ho trovato
l’amore dell’anima mia;
l’ho cercato, ma non l’ho trovato.
Mi alzerò e farò il giro della città
per le strade e per le piazze;
voglio cercare l’amore dell’anima mia.
L’ho cercato, ma non l’ho trovato.
Mi hanno incontrata le guardie che fanno la ronda in città:
“Avete visto l’amore dell’anima mia?”.
martedì 16 agosto 2011
Primi incontri
Dei nostri incontri
ogni istante festeggiavamo
come un'epifania,
soli nell'universo tutto.
Più ardita e lieve d'un battito d'ali
per le scale correvi
come un capogiro,
precedendomi tra cortine di umido lillà
nel tuo regno dall'altra parte dello specchio.
Quando la notte venne
ebbi da te la grazia.
Si spalancarono le porte dell'altare
e le tenebre illuminò,
chinandosi lenta, la tua nudità.
E io, destandomi, "sii benedetta", dissi,
pur sapendo che oltraggio era
la mia benedizione.
Tu dormivi,
e a sfiorarti le palpebre col suo violetto
a te tendeva, dal tavolo, il lillà.
E le tue palpebre sfiorate di violetto
erano quiete, e calda la tua mano.
E nel cristallo pulsavano i fiumi,
fumavano le montagne, luceva il mare.
E tu tenevi in mano la sfera di cristallo,
e tu in trono dormivi,
e, Dio ! ,
tu eri mia.
Poi ti destasti,
e trasfigurando il quotidiano vocabolario umano
a piena voce pronunciasti
" Tu ! "
E la parola svelò il suo vero significato,
e zar divenne.
Nel mondo tutto fu trasfigurato,
anche le cose semplici,
- il catino, la brocca, l'acqua
che sta fra noi come una sentinella,
inerte e dura.
Chissà dove fummo spinti...
Dinanzi a noi si stesero, come miraggi,
città nate da un prodigio.
La mente sola si stendeva
sotto i nostri piedi,
e gli uccelli c'eran compagni di viaggio,
e i pesci balzavano dal fiume,
e il cielo si spalancava ai nostri occhi
quando il destino seguiva i nostri passi
come un pazzo con il rasoio in mano.
Arsenij Tarkovskij
sabato 10 aprile 2010
Ele e Gio oggi sposi

Marc Chagall
Hai fatto come si fa con la pietra quando la si unisce ad un'altra: vi si mette tra esse la calcin viva mescolata con l' acqua, affinchè, se soffia il vento...non impedisca l'edificazione. Tu, Verbo Incarnato, ci hai fondato come pietre, ci hai conformato al nostro Creatore, hai posto in mezzo a noi il Sangue mescolato con la calcina viva, la Divinità, per l'unione che hai fatto con la natura umana".
venerdì 5 marzo 2010

Chagall, Il figliol prodigo
Chi ci separerà dunque dall’amore di Cristo? Forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? Proprio come sta scritto: "Per causa tua siamo messi a morte tutto il giorno, siamo trattati come pecore da macello". Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori per virtù di colui che ci ha amati. Io sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezza né profondità, né alcun’altra creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio, in Cristo Gesù, nostro Signore.
venerdì 22 gennaio 2010
Argento

Marc Chagall
Era proprio la più bella e il ragazzo la guardava:
quando usciva a prender l’acqua lui con gli occhi le parlava,
lei cantava e non vedeva gli occhi suoi...mmmmm
La fontana della piazza lentamente si fermava
per sentire la ragazza, la ragazza che cantava...
lui sognava di cantare come lei...mmmmm
E un bel giorno prese un fiore dal giardino
coi colori della sera e del mattino...
la ragazza a quel profumo si voltò
e lui il cuore le toccò...mmmmm
I colori della vita lui voleva raccontare:
dipingeva sopra i muri le montagne, il grano e il mare...
lei sentiva di veder con gli occhi suoi...mmmmm
E la gente dalle case li guardava
Affacciata alle finestre si incantava,
dai balconi coi gerani e con le rose
sorridevano le spose...mmmmm
Era proprio la più bella e lo sposo la guardava,
con il suo vestito bianco che la notte rischiarava,
si dischiusero le labbra e lui cantò...mmmmm
al sentire quella voce la sua sposa l’abbracciava
e la luce della luna il suo viso le svelava:
lui cantava e lei stupita lo guardò...mmmmm
E fu festa festa grande nel paese
Con la banda e le campane delle chiese:
il profumo del Destino ci sfiorò
ed il cuore ci toccò...mmmmm
sabato 12 dicembre 2009

Chagall, Cantico dei Cantici
«Mi è sempre sembrato e mi sembra tuttora che la Bibbia sia la principale fonte di poesia di tutti i tempi. Da allora, ho sempre cercato questo riflesso nella vita e nell’arte. Per me, come per tutti i pittori dell’Occidente, essa è stata l’alfabeto colorato in cui ho intinto i miei pennelli».
sabato 7 novembre 2009
Gigliola e Nico oggi sposi

"Questo è il paradosso dell'amore fra l'uomo e la donna: due infiniti si incontrano con due limiti, due bisogni infiniti di essere amati si incontrano con sue fragili e limitate capacità di amare. E solo nell'orizzonte di un amore più grande non si consumano nella pretesa e non si rassegnano, ma camminano insieme verso una pienezza della quale l'altro è segno".
Rainer Maria Rilke
domenica 15 marzo 2009

"Lascia perdere questa storia con Idan" sentì la voce di Leah riecheggiarle nella mente, come se aspettasse solo quell'occasione. "Dimenticalo, dai! Non vale la punta del tuo migliolo!" Tamar tirò un pò su il plaid, ripensando con piacere all'ultima conversazione avuta con l'amica a proposito dell'amore. "No, non interrompermi! Lascia che te lo dica una volta per tutte!"
"Ma me lo hai già detto mille volte" aveva esclamato Tamar stringendo le ginocchia contro il petto.
"Il tuo errore è che cerchi un ragazzo che sia un artista, non è vero?"
"Non dico di no."
"Ma che bisogno hai di uno come te, dimmi? Cos'è questa scemenza dell' "anima gemella"? Dovrebbe essere proprio il contrario. Tu, ascolta, tu...Lo sai di cosa hai bisogno?"
"Di cosa?" Tamar non riuscì a trattenere un sorriso a quel ricordo e si coprì la testa con il plaid, perché Shelly non vedesse.
"Hai bisogno di uno con una mano grande così" aveva sentenziato Leah, "e sai perché?"
"Perchè?" Ora sarebbe arrivata la spiegazione.
"Uno che se ne sta con la mano alzata, forte, ferma, come la statua della Libertà ma senza quel cono gelato. Solo con la mano aperta, in alto, e allora tu..." Leah sollevò la sua mano squadrata, ruvida, con le unghie rosicchiate e la agitò, come fosse un uccellino in volo, "...tu, da lontano, da qualsiasi punto della terra, vedrai quella mano e saprai che lì potrai posarti e riposare. E' vero o no?"
"Oh, Leah."
venerdì 22 febbraio 2008

Marc Chagall
Fu quella la sera in cui comincia a rendermi conto che mi stava succedendo qualcosa agli occhi. Guardai mio padre e vidi linee e piani che non avevo mai visto prima. Sentivo cogli occhi. Sentivo i miei occhi muoversi lungo le pieghe dei suoi occhi e dentro e sopra le profonde rughe della fronte. Aveva trentacinque anni e le rughe che gli segnavano il viso e la fronte. Sentivo quelle linee coi miei occhi e sentivo anche il lungo dorso dritto e piatto del suo naso, la chiara oscurità dei suoi occhi, la curva vigorosa e spessa delle sopracciglia rosse e il folto pelo rosso della barba che stava ingrigendo. Vidi gli sporadici fili grigi nel groviglio di peli sotto le labbra. Sentivo le linee e i punti e i piani. Sentivo la grana e il colore. Vidi sulla tavola le candele del Sabato mandare bagliori rosso e oro. Vidi mia madre piccola, calda, sericea, in un bellissimo vestito azzurro e bianco messo in onore del Sabato. Vidi le mie mani bianche e ossute, le mie dita lunghe e sottili, la mia faccia nello specchio sopra la credenza, pallida, con gli occhi neri e i capelli rossi arruffati. Mi sentii sommerso dalle forme e dalle strutture del mondo intorno a me. Chiusi gli occhi. Ma continuavo a vedere in quel modo dentro la mia testa. Vedevo con un altro paio di occhi che improvvisamente si erano svegliati.
venerdì 5 ottobre 2007
Canzone degli occhi e del cuore

per non lasciare indietro il male


