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lunedì 18 agosto 2014

Finito/Infinito

Marc Chagall, Abramo e i tre angeli

"Perché un uomo possa vivere, egli deve o non vedere l'infinito oppure avere una spiegazione del senso della vita tale per cui il finito venga eguagliato all'infinito"
 L. Tolstoj, da Confessione


martedì 24 dicembre 2013

Essere vulnerabili

Chagall

Non esiste investimento sicuro: amare significa, in ogni caso, essere vulnerabili. Qualunque sia la cosa che vi è cara, il vostro cuore prima o poi avrà a soffrire per causa sua, e magari anche a spezzarsi. Se volete avere la certezza che esso rimanga intatto, non donatelo a nessu­no, nemmeno a un animale. Proteggetelo avvolgendolo con cura in passatempi e piccoli lussi; evitate ogni tipo di coinvolgimento; chiudetelo col lucchetto nello scrigno, o nella bara del vostro egoismo. Ma in quello scri­gno - al sicuro, nel buio, immobile, sotto vuoto - esso cambierà: non si spezzerà; diventerà infrangibile impenetrabile, irredimibile.
L’alternativa al rischio di una tragedia è la dannazione. L’unico posto, oltre al cielo, dove potrete stare perfettamente al sicuro da tutti i pericoli e i turbamenti dell’amore è l’inferno.

C.s:Lewis, da I quattro amori

domenica 29 settembre 2013

L'ho cercato ma non l'ho trovato

Marc Chagall, Cantico dei Cantici

«Sul mio letto, lungo la notte, ho cercato
l’amore dell’anima mia;
l’ho cercato, ma non l’ho trovato.
Mi alzerò e farò il giro della città
per le strade e per le piazze;
voglio cercare l’amore dell’anima mia.
L’ho cercato, ma non l’ho trovato.
Mi hanno incontrata le guardie che fanno la ronda in città:
“Avete visto l’amore dell’anima mia?”.



Dal Cantico dei Cantici

martedì 16 agosto 2011

Primi incontri













Dei nostri incontri

ogni istante festeggiavamo

come un'epifania,

soli nell'universo tutto.

Più ardita e lieve d'un battito d'ali

per le scale correvi

come un capogiro,

precedendomi tra cortine di umido lillà

nel tuo regno dall'altra parte dello specchio.

Quando la notte venne

ebbi da te la grazia.

Si spalancarono le porte dell'altare

e le tenebre illuminò,

chinandosi lenta, la tua nudità.

E io, destandomi, "sii benedetta", dissi,

pur sapendo che oltraggio era

la mia benedizione.

Tu dormivi,

e a sfiorarti le palpebre col suo violetto

a te tendeva, dal tavolo, il lillà.

E le tue palpebre sfiorate di violetto

erano quiete, e calda la tua mano.

E nel cristallo pulsavano i fiumi,

fumavano le montagne, luceva il mare.

E tu tenevi in mano la sfera di cristallo,

e tu in trono dormivi,

e, Dio ! ,

tu eri mia.

Poi ti destasti,

e trasfigurando il quotidiano vocabolario umano

a piena voce pronunciasti

" Tu ! "

E la parola svelò il suo vero significato,

e zar divenne.

Nel mondo tutto fu trasfigurato,

anche le cose semplici,

- il catino, la brocca, l'acqua

che sta fra noi come una sentinella,

inerte e dura.

Chissà dove fummo spinti...

Dinanzi a noi si stesero, come miraggi,

città nate da un prodigio.

La mente sola si stendeva

sotto i nostri piedi,

e gli uccelli c'eran compagni di viaggio,

e i pesci balzavano dal fiume,

e il cielo si spalancava ai nostri occhi

quando il destino seguiva i nostri passi

come un pazzo con il rasoio in mano.

Arsenij Tarkovskij

sabato 10 aprile 2010

Ele e Gio oggi sposi














Marc Chagall

"Dolce inestinguibile Amore! Tu hai unito e conformato la creatura al Creatore!
Hai fatto come si fa con la pietra quando la si unisce ad un'altra: vi si mette tra esse la calcin viva mescolata con l' acqua, affinchè, se soffia il vento...non impedisca l'edificazione. Tu, Verbo Incarnato, ci hai fondato come pietre, ci hai conformato al nostro Creatore, hai posto in mezzo a noi il Sangue mescolato con la calcina viva, la Divinità, per l'unione che hai fatto con la natura umana".


S. Caterina da Siena, da una lettera ai monaci


Grazie Eleonora e Giovanni!

venerdì 5 marzo 2010


















Chagall, Il figliol prodigo


Che diremo dunque in proposito? Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi? Egli che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per tutti noi, come non ci donerà ogni cosa insieme con lui? Chi accuserà gli eletti di Dio? Dio giustifica. Chi condannerà? Cristo Gesù, che è morto, anzi, che è risuscitato, sta alla destra di Dio e intercede per noi?
Chi ci separerà dunque dall’amore di Cristo? Forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? Proprio come sta scritto: "Per causa tua siamo messi a morte tutto il giorno, siamo trattati come pecore da macello". Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori per virtù di colui che ci ha amati. Io sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezza né profondità, né alcun’altra creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio, in Cristo Gesù, nostro Signore.

Rm 8, 31-39

venerdì 22 gennaio 2010

Argento


















Marc Chagall

Era proprio la più bella e il ragazzo la guardava:
quando usciva a prender l’acqua lui con gli occhi le parlava,
lei cantava e non vedeva gli occhi suoi...mmmmm
La fontana della piazza lentamente si fermava
per sentire la ragazza, la ragazza che cantava...
lui sognava di cantare come lei...mmmmm

E un bel giorno prese un fiore dal giardino
coi colori della sera e del mattino...
la ragazza a quel profumo si voltò
e lui il cuore le toccò...mmmmm

I colori della vita lui voleva raccontare:
dipingeva sopra i muri le montagne, il grano e il mare...
lei sentiva di veder con gli occhi suoi...mmmmm

E la gente dalle case li guardava
Affacciata alle finestre si incantava,
dai balconi coi gerani e con le rose
sorridevano le spose...mmmmm

Era proprio la più bella e lo sposo la guardava,
con il suo vestito bianco che la notte rischiarava,
si dischiusero le labbra e lui cantò...mmmmm
al sentire quella voce la sua sposa l’abbracciava
e la luce della luna il suo viso le svelava:
lui cantava e lei stupita lo guardò...mmmmm

E fu festa festa grande nel paese
Con la banda e le campane delle chiese:
il profumo del Destino ci sfiorò
ed il cuore ci toccò...mmmmm

Claudio Chieffo

sabato 12 dicembre 2009














Chagall, Cantico dei Cantici

«Mi è sempre sembrato e mi sembra tuttora che la Bibbia sia la principale fonte di poesia di tutti i tempi. Da allora, ho sempre cercato questo riflesso nella vita e nell’arte. Per me, come per tutti i pittori dell’Occidente, essa è stata l’alfabeto colorato in cui ho intinto i miei pennelli».


Marc Chagall

sabato 7 novembre 2009

Gigliola e Nico oggi sposi


















Marc Chagall

"Questo è il paradosso dell'amore fra l'uomo e la donna: due infiniti si incontrano con due limiti, due bisogni infiniti di essere amati si incontrano con sue fragili e limitate capacità di amare. E solo nell'orizzonte di un amore più grande non si consumano nella pretesa e non si rassegnano, ma camminano insieme verso una pienezza della quale l'altro è segno".


Rainer Maria Rilke

domenica 15 marzo 2009


















Chagall, Violinista blu

"Lascia perdere questa storia con Idan" sentì la voce di Leah riecheggiarle nella mente, come se aspettasse solo quell'occasione. "Dimenticalo, dai! Non vale la punta del tuo migliolo!" Tamar tirò un pò su il plaid, ripensando con piacere all'ultima conversazione avuta con l'amica a proposito dell'amore. "No, non interrompermi! Lascia che te lo dica una volta per tutte!"

"Ma me lo hai già detto mille volte" aveva esclamato Tamar stringendo le ginocchia contro il petto.

"Il tuo errore è che cerchi un ragazzo che sia un artista, non è vero?"

"Non dico di no."

"Ma che bisogno hai di uno come te, dimmi? Cos'è questa scemenza dell' "anima gemella"? Dovrebbe essere proprio il contrario. Tu, ascolta, tu...Lo sai di cosa hai bisogno?"

"Di cosa?" Tamar non riuscì a trattenere un sorriso a quel ricordo e si coprì la testa con il plaid, perché Shelly non vedesse.

"Hai bisogno di uno con una mano grande così" aveva sentenziato Leah, "e sai perché?"

"Perchè?" Ora sarebbe arrivata la spiegazione.

"Uno che se ne sta con la mano alzata, forte, ferma, come la statua della Libertà ma senza quel cono gelato. Solo con la mano aperta, in alto, e allora tu..." Leah sollevò la sua mano squadrata, ruvida, con le unghie rosicchiate e la agitò, come fosse un uccellino in volo, "...tu, da lontano, da qualsiasi punto della terra, vedrai quella mano e saprai che lì potrai posarti e riposare. E' vero o no?"

"Oh, Leah."


David Grossman, da Qualcuno con cui correre

venerdì 22 febbraio 2008
















Marc Chagall

Fu quella la sera in cui comincia a rendermi conto che mi stava succedendo qualcosa agli occhi. Guardai mio padre e vidi linee e piani che non avevo mai visto prima. Sentivo cogli occhi. Sentivo i miei occhi muoversi lungo le pieghe dei suoi occhi e dentro e sopra le profonde rughe della fronte. Aveva trentacinque anni e le rughe che gli segnavano il viso e la fronte. Sentivo quelle linee coi miei occhi e sentivo anche il lungo dorso dritto e piatto del suo naso, la chiara oscurità dei suoi occhi, la curva vigorosa e spessa delle sopracciglia rosse e il folto pelo rosso della barba che stava ingrigendo. Vidi gli sporadici fili grigi nel groviglio di peli sotto le labbra. Sentivo le linee e i punti e i piani. Sentivo la grana e il colore. Vidi sulla tavola le candele del Sabato mandare bagliori rosso e oro. Vidi mia madre piccola, calda, sericea, in un bellissimo vestito azzurro e bianco messo in onore del Sabato. Vidi le mie mani bianche e ossute, le mie dita lunghe e sottili, la mia faccia nello specchio sopra la credenza, pallida, con gli occhi neri e i capelli rossi arruffati. Mi sentii sommerso dalle forme e dalle strutture del mondo intorno a me. Chiusi gli occhi. Ma continuavo a vedere in quel modo dentro la mia testa. Vedevo con un altro paio di occhi che improvvisamente si erano svegliati.


Chaim Potok, da Il mio nome è Asher Lev

venerdì 5 ottobre 2007

Canzone degli occhi e del cuore



















Anche se un giorno, amico mio,
dimenticassi le parole,
dimenticassi il posto e l’ora
o s’era notte o c’era il sole,
non potrò mai dimenticare
cosa dicevano i tuoi occhi.

E così volando volando
anche un piccolo cuore se ne andava
attraversando il cielo verso il Grande Cuore,
un cuore piccolo e meschino
come un paese inospitale
volava dritto in alto verso il suo destino;
e non riuscirono a fermarlo
neanche i bilanci della vita
quegli inventari fatti sempre senza amore.

Così parlavo in fretta io
per non lasciare indietro niente,
per non lasciare indietro il male
e i meccanismi della mente
e mi dicevano i tuoi occhi
ch’ero già stato perdonato.

E così volando volando
anche un piccolo cuore se ne andava
attraversando il cielo verso il Grande Cuore,
un cuore piccolo e meschino
come un paese inospitale
volava dritto in alto verso il suo destino;
e non riuscirono a fermarlo
neanche i bilanci della vita
quegli inventari fatti sempre senza amore.

E adesso torna da chi sai,
da chi divide con te tutto,
abbraccia forte i figli tuoi
e non nascondere il tuo volto,
perchè dagli occhi
si capisce quando la vita ricomincia.

E così volando volando
anche un piccolo cuore se ne andava
attraversando il cielo verso il Grande Cuore,
un cuore piccolo e meschino
come un paese inospitale
volava dritto in alto verso il suo destino;
e non riuscirono a fermarlo
neanche i bilanci della vita
quegli inventari fatti sempre senza amore.


Claudio Chieffo
Chieffo era un genio a scrivere canzoni come questa...ma sto cominciando a capire solo adesso cosa vuol dire! Grazie alla Lu e alla Rita per il pranzo di oggi, ma soprattutto alla Vale per la compagnia che mi sta facendo e il lavoro che stiam cominciando a fare! (e grazie anche a san Francesco, vero??)