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venerdì 18 novembre 2016



«È in ogni uomo di attendersi che forse la parola, una parola, possa trasformare la sostanza di una cosa. Ed è nello scrittore di crederlo con assiduità e fermezza. È ormai nel nostro mestiere, nel nostro compito. È fede in una magia: che un aggettivo possa giungere dove non giunse, cercando la verità, la ragione; o che un avverbio possa recuperare il segreto che si è sottratto a ogni indagine.»
Elio Vittorini

lunedì 24 giugno 2013

L'inganno universale



In a time of universal deceit, telling the truth is a revolutionary act.

                                                                        George Orwell


venerdì 5 aprile 2013

Il rischio dell'amore in una cultura senza verità

La verità è luce che dà senso e valore alla carità. Questa luce è, a un tempo, quella della ragione e della fede, attraverso cui l'intelligenza perviene alla verità naturale e soprannaturale della carità: ne coglie il significato di donazione, di accoglienza e di comunione. Senza verità, la carità scivola nel sentimentalismo. L'amore diventa un guscio vuoto, da riempire arbitrariamente. È il fatale rischio dell'amore in una cultura senza verità. Esso è preda delle emozioni e delle opinioni contingenti dei soggetti, una parola abusata e distorta, fino a significare il contrario. La verità libera la carità dalle strettoie di un emotivismo che la priva di contenuti relazionali e sociali, e di un fideismo che la priva di respiro umano ed universale. 

Benedetto XVI, da Caritas in veritate

martedì 25 dicembre 2012

Natale 2012



"La verità manifestata è amore.
L'amore realizzato è bellezza".

P. A. Florenskij


Auguri a tutti! 

mercoledì 31 ottobre 2012

Educazione


Picasso, Famiglia di acrobati

"Finché non si salveranno i padri, non si potranno salvare i bambini e, allo stato attuale, noi non possiamo salvare gli altri, perché non sappiamo salvare noi stessi. Non possiamo insegnare cosa sia la cittadinanza se noi stessi non siamo cittadini; non possiamo dare ad altri la libertà se noi stessi abbiamo dimenticato l’ardente desiderio di libertà. L’educazione è semplicemente la trasmissione della verità; e come possiamo passare ad altri la verità se noi non l’abbiamo mai avuta tra le mani? [...]Gran parte della libertà moderna è, alle radici, paura. Non è tanto che noi siamo troppo audaci per sopportare le regole, è che siamo troppo paurosi per sopportare le responsabilità. Mi riferisco alla responsabilità di affermare la verità della nostra tradizione umana e di tramandarla con la voce dell’autorità, una voce insopprimibile. Questa è la sola ed eterna educazione: essere così sicuri che qualcosa è vero da avere il coraggio di dirlo a un bambino". 


G.K.Chesterton,  da Che cosa c'è di sbagliato nel mondo
 »

La citazione è tratta da un articolo che consiglio caldamente: 
http://www.tempi.it/blog/il-suicidio-di-un-bambino-a-roma-e-uno-squillo-di-tromba-che-chiama-gli-adulti-alla-battaglia-educativa#.UJE4L29mKKJ

venerdì 11 novembre 2011

Il velo delle cose













«Questa specie di confessione delle cose, che confessano la loro verità, è essa stessa non indiscreta e non illimitata. ha i suoi limiti nell'intimità dell'essere. Le cose sono non soltanto svelate, sono sempre e fino alla fine altrettanto essenzialmente velate. Questo velamento significa, secondo natura, una delimitazione del loro svelamento, ma non necessariamente una delimitazione della loro verità. Giacchè il velamento non si pone contro lo svelamento come una barriera che blocca da fuori, ma piuttosto come una forma o proprietà inerente inerente allo stesso svelamento. Le cose sono di fatto svelate in quanto velate, e in questa forma esse diventano oggetto di conoscenza... Qui appare realmente e letteralmente il mistero come mistero: proprio lo svelarsi dell'essere è come tale, il suo più profondo velamento...Non si può amare ciò che non ha niente di misterioso; sarebbe al massimo qualcosa di cui si potrebbe disporre, non una persona da poter guardare».

H. U. Von Balthasar, da Teologica

mercoledì 4 novembre 2009

"Il sincero tentativo di portare a termine questa opera di creazione, di percorrere tanta strada quanto le sue forze glielo permetteranno, di percorrerla senza scoraggiarsi a causa dell'incertezza, della stanchezza, dei rimproveri, è la sola valida giustificazione per chi scrive in prosa. E se costui ha la coscienza a posto, la sua risposta a quelli che nella loro sicura saggezza (la quale cerca un profitto immediato) domandano di essere edificati, consolati, o spaventati, o sbalorditi, o affascinati, deve essere questa: lo scopo che mi sforzo di raggiungere, col solo potere della parola scritta, è di farvi udire, farvi sentire, e prima di tutto farvi vedere. Questo e null'altro, ed è tutto. E se lo raggiungo, vi troverete, secondo i vostri meriti, incoraggiamento, consolazione, paura, fascino, tutto quello che potete desiderare, e forse anche quel barlume di verità che vi siete dimenticati di chiedere".

Joseph Conrad

sabato 19 settembre 2009

"...Il sintomo della certezza è che si ha simpatia umana per tutto quello che si incontra. Infatti, la simpatia umana con tutto quello che si incontra è solo data dalla presenza in noi della certezza del destino. Senza certezza non vi è possibilità di simpatia, se non formale, con chi ripete le nostre cose e con chi è d'accordo con noi [...] Quanto più una persona è potente, come certezza di coscienza, tanto più il suo sguardo, anche nel modo abituale di andare per la strada, abbraccia tutto, valorizza tutto, e non gli scappa niente. Vede anche la foglia gialla in mezzo alla pianta verde. E' solo la certezza del significato ultimo che fa sentire, como fossimo un detector, la più lontana limatura di verità che sta nelle tasche di ognuno. E non è necessario, per essere amico di un altro, che lui scopra che quello che dici tu è vero e venga con te. Non è necessario, vado io con lui, per quel tanto di limatura di vero che ha."

Luigi Giussani, da Certi di alcune grandi cose

martedì 28 luglio 2009

"Senza verità, la carità scivola nel sentimentalismo. L'amore diventa un guscio vuoto, da riempire arbitrariamente. È il fatale rischio dell'amore in una cultura senza verità".

Benedetto XVI, da Caritas in veritate

martedì 16 giugno 2009













Testori

"Io credo infatti che il pittore debba avere in sè l’immagine, prima di realizzarla sulla tela, e che questa immagine non gli possa nascere che da una sua posizione davanti e dentro il mondo, da una verità, insomma, che quella sua posizione e convinzione determini. Ora io sono comunista, tu lo sai bene, ma cristiano e cattolico, e, proprio perché tale, non posso impedire a ciascuno la ricerca di quella che egli crede sia la verità e poi l’affermazione di essa, anche se per me tale non è (non posso insomma ripetere l’errore che hai fatto tu parlando di Cristo in modo spicciolo, sbrigativo e volgare. Cristo non si ferisce con queste piccole ed errabonde irriverenze, credimi, ma tanto meno in tal modo lo si può liquidare), ma mi domando se tutto questo equivoco che sta alla base di tanta pittura e anche della vostra, non sia da cercare in un altro equivoco, che tu hai perpetrato scrivendo queste parole: “una verità attiva, una verità combattuta, cercata nel mare della fantasia e dell’immaginazione” [...] Ma la verità può essere cercata nel mare della fantasia e dell’immaginazione? E che verità sarà mai, se pur la doveste trovare? Ancora e soltanto quella di un pittore, quella della fantasia di un pittore? Non ti accorgi che, se mai, nel mare della fantasia e dell'immaginazione si può trovare una forma figurativa della verità, che sarà sempre però della verità un relativo? [...] Caro Guttuso, io non credo che il problema sia di poter arrivare alla realtà, ma di poter partire dalla realtà. Di avere cioè una fede che questa partenza permetta. E non tanto per dipingere, credimi, quanto per vivere".


Giovanni Testori, da Lettera a Renato Guttuso, "Numero-Pittura" 1947

mercoledì 22 aprile 2009


















Trinità Rublev

"L'amicizia, questa nascita misteriosa del Tu, è l'ambiente e il mezzo in cui comincia la rivelazione della Verità".

Pavel Florenskij, da La colonna e il fondamento della verità

mercoledì 26 dicembre 2007






















Guido Reni, San Michele arcangelo


"La grande marcia della distruzione intellettuale prseguirà. Tutto sarà negato. Tutto diventerà un credo. E' una posizione ragionevole negare le pietre della strada; diventerà un dogma religioso riaffermarle. E' una tesi razionale quella che ci vuole tutti immersi in un sogno; sarà una forma assennata di misticismo asserire che siamo tutti svegli. Fuochi verranno attizzati per testimoniare che due più due fa quattro. Spade saranno sguainate per dimostrare che le foglie sono verdi in estate. Noi ci ritroveremo a difendere non solo le incredibili virtù e l'incredibile sensatezza della vita umana, ma qualcosa di ancora più incredibile, questo immenso, impossibile universo che ci fissa in volto. Combatteremo per i prodigi visibili come se fossero invisibili. Guarderemo l'erba e i cieli impossibili con uno strano coraggio. Noi saremo tra quanti hanno visto eppure hanno creduto".



Gilbert Keith Chesterton, Eretici, finale dell'ultimo capitolo

giovedì 6 settembre 2007


















W.Congdon, Crocefisso

Occorre soffrire perché la Verità non si cristallizzi in dottrina
ma nasca dalla carne.

Emmanuel Mournier