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sabato 3 dicembre 2011

Tutto quello che siamo lo portiamo con noi nel viaggio. Portiamo con noi la casa della nostra anima, come fa una tartaruga con la sua corazza. In verità, il viaggio attraverso i paesi del mondo è per l'uomo un viaggio simbolico. Ovunque vada è la propria anima che sta cercando. Per questo l'uomo deve poter viaggiare.


Andrej Arsen'evič Tarkovskij, da Tempo di viaggio, 1983

venerdì 23 settembre 2011

E' fuggita l'estate,
più nulla rimane.
Si sta bene al sole.
Eppur questo non basta.

Quel che poteva essere
una foglia dalle cinque punte
mi si è posata sulla mano.
Eppur questo non basta.

Ne' il bene ne' il male
sono passati invano,
tutto era chiaro e luminoso.
Eppur questo non basta.

La vita mi prendeva,
sotto l'ala mi proteggeva,
mi salvava, ero davvero fortunato.
Eppur questo non basta.

Non sono bruciate le foglie,
non si sono spezzati i rami...
Il giorno è terso come cristallo.
Eppur questo non basta.

Arsenij Tarkovskij

martedì 16 agosto 2011

Primi incontri













Dei nostri incontri

ogni istante festeggiavamo

come un'epifania,

soli nell'universo tutto.

Più ardita e lieve d'un battito d'ali

per le scale correvi

come un capogiro,

precedendomi tra cortine di umido lillà

nel tuo regno dall'altra parte dello specchio.

Quando la notte venne

ebbi da te la grazia.

Si spalancarono le porte dell'altare

e le tenebre illuminò,

chinandosi lenta, la tua nudità.

E io, destandomi, "sii benedetta", dissi,

pur sapendo che oltraggio era

la mia benedizione.

Tu dormivi,

e a sfiorarti le palpebre col suo violetto

a te tendeva, dal tavolo, il lillà.

E le tue palpebre sfiorate di violetto

erano quiete, e calda la tua mano.

E nel cristallo pulsavano i fiumi,

fumavano le montagne, luceva il mare.

E tu tenevi in mano la sfera di cristallo,

e tu in trono dormivi,

e, Dio ! ,

tu eri mia.

Poi ti destasti,

e trasfigurando il quotidiano vocabolario umano

a piena voce pronunciasti

" Tu ! "

E la parola svelò il suo vero significato,

e zar divenne.

Nel mondo tutto fu trasfigurato,

anche le cose semplici,

- il catino, la brocca, l'acqua

che sta fra noi come una sentinella,

inerte e dura.

Chissà dove fummo spinti...

Dinanzi a noi si stesero, come miraggi,

città nate da un prodigio.

La mente sola si stendeva

sotto i nostri piedi,

e gli uccelli c'eran compagni di viaggio,

e i pesci balzavano dal fiume,

e il cielo si spalancava ai nostri occhi

quando il destino seguiva i nostri passi

come un pazzo con il rasoio in mano.

Arsenij Tarkovskij

martedì 31 marzo 2009
















"Lo scopo dell’arte [...] è quello di spiegare a se stessi e a chi ci sta intorno perché vive l’uomo, qual è il significato della sua esistenza, di spiegare agli uomini qual è la ragione della loro apparizione su questo pianeta. O, se non di spiegarlo, di porre loro questo problema [...] Per mezzo dell’arte, l’uomo si appropria della realtà attraverso un’esperienza soggettiva. [...]
La scoperta artistica si presenta come una rivelazione, come un desiderio appassionato e improvviso di afferrare intuitivamente tutte in una volta le leggi del mondo – la sua bellezza e il suo orrore, la sua umanità e la sua ferocia, la sua infinità e la sua limitatezza. [...]
L'arte esiste e si afferma là dove esiste quell'eterna e insaziabile nostalgia della spiritualità, dell'ideale, che raccoglie gli uomini attorno all'arte. È erronea la via per la quale si è avviata l'arte contemporanea, rinunciando alla ricerca del significato della vita in nome dell'affermazione del valore autonomo della persona.
La cosiddetta creazione comincia ad apparire una sorta di eccentrica occupazione a cui attendono personalità sospette che affermano il valore intrinseco di qualsiasi atto personalizzato. Ma nella creazione la personalità non si afferma, bensì è al servizio di un'altra idea generale e di ordine superiore.
L'artista è sempre un servitore che si sforza per così dire di sdebitarsi per il dono che gli è stato concesso come una grazia. Tuttavia l'uomo moderno non è disposto ad alcun sacrificio, benché soltanto il sacrificio costituisca un'autentica affermazione".

Andrej Tarkovskij, da Scolpire il tempo

domenica 5 agosto 2007










Tu lo sai bene: non ti riesce qualcosa, sei stanco e non ce la fai più. E d'un tratto incontri nella folla lo sguardo di qualcuno - uno sguardo umano - ed è come se ti fossi accostato a un divino nascosto. E tutto diventa improvvisamente più semplice.

Andrej Tarkovskij
dal film Andrej Rublev

(oggi pomeriggio ho visto finalmente questo film incredibile, che già mi era caro per questa frase e perchè legato ad alcuni miei cari amici...adesso non potrò più togliermelo dal cuore!)