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venerdì 18 novembre 2016



«È in ogni uomo di attendersi che forse la parola, una parola, possa trasformare la sostanza di una cosa. Ed è nello scrittore di crederlo con assiduità e fermezza. È ormai nel nostro mestiere, nel nostro compito. È fede in una magia: che un aggettivo possa giungere dove non giunse, cercando la verità, la ragione; o che un avverbio possa recuperare il segreto che si è sottratto a ogni indagine.»
Elio Vittorini

martedì 9 giugno 2015

Che tu sia per me il coltello


«Non ho idea se tu sia interessato a leggere quello che ho da dirti. Comunque, ho continuato a scriverti dentro di me. A dire il vero, questo, senza intenzione, è diventato per me una specie di “diario”. Ho scoperto che se talvolta mi aiuta ad alleviare il dolore, spesso lo acuisce. In un modo o nell’altro considero questa mia volontà di scrivere (e il bisogno, anche, vorrei dire) come un dono straordinario».

David Grossman, da Che tu sia per me il coltello

venerdì 23 marzo 2012

A proposito delle assurde proposte dell'ONU...













"Quando ritirò dalla scuola, dove m'aveva appena iscritto, l'elenco dei libri da comprare per la prima media, mio padre lo controllò con attenzione, perché non aveva i soldi per comprarli tutti, e quindi cercava di capire se poteva non comprarne qualcuno. Decise che il Vocabolario della lingua italiana non era necessario: aveva ancora quello sul quale aveva studiato lui, ed era convinto che la lingua fosse sempre la stessa, da Dante in poi. Se una parola è stata usata da Dante, va bene per l'eternità. Si potrà mai rimproverare qualcuno di non scrivere bene in italiano, se scrive come Dante? Se Dante frequentasse oggi la prima media, e scrivesse come sapeva scrivere solo Dante, c'è qualche professore che avrebbe il coraggio di bocciarlo? Un insegnante può bocciare la Divina Commedia? Se bocci la Divina Commedia, bocci tutta la letteratura, e tutti gli scrittori. Se uno è un genio, lo è per sempre. La lingua è una casa. Cambiano le generazioni che abitano nella casa, ma la casa resta sempre quella".

F. Camon, La mia stirpe

mercoledì 25 novembre 2009


















“…ogni storia, anche un romanzaccio o una novelletta da quattro soldi, ha qualche cosa che appartiene all'universo. Ogni storia, per quanto breve, comincia con la creazione e termina con il giudizio finale”.

G.K.Chesterton

mercoledì 4 novembre 2009

"Il sincero tentativo di portare a termine questa opera di creazione, di percorrere tanta strada quanto le sue forze glielo permetteranno, di percorrerla senza scoraggiarsi a causa dell'incertezza, della stanchezza, dei rimproveri, è la sola valida giustificazione per chi scrive in prosa. E se costui ha la coscienza a posto, la sua risposta a quelli che nella loro sicura saggezza (la quale cerca un profitto immediato) domandano di essere edificati, consolati, o spaventati, o sbalorditi, o affascinati, deve essere questa: lo scopo che mi sforzo di raggiungere, col solo potere della parola scritta, è di farvi udire, farvi sentire, e prima di tutto farvi vedere. Questo e null'altro, ed è tutto. E se lo raggiungo, vi troverete, secondo i vostri meriti, incoraggiamento, consolazione, paura, fascino, tutto quello che potete desiderare, e forse anche quel barlume di verità che vi siete dimenticati di chiedere".

Joseph Conrad

domenica 4 ottobre 2009


















2/10/'09 St. Paul Cathedral, London.

"Far vivere un albero in fondo al giardino...dare alle foglie di quell'albero un certo peso, una certa presenza...Credo di aver trovato la parola: la presenza. La presenza di un pezzo di carta, di un lembo di cielo, di un oggetto qualunque, di quegli oggetti che, nei momenti più patetici della nostra vita, prendono una misteriosa importanza"

George Simenon

sabato 12 gennaio 2008



















"Se uno scrittore vale qualcosa, ciò che crea avrà la propria fonte in un reame assai più vasto di quello che la sua mente cosciente può abbracciare, e sarà sempre una sorpresa maggiore per lui di quanto non potrà mai esserlo per il lettore"


Flannery O'Connor