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domenica 29 agosto 2010

Dopo il Meeting di Rimini


















Cristo Re, Portale di Santiago, dalla mostra "Il Portico della Gloria", Meeting 2010


"Il cristianesimo è venuto nel mondo innanzitutto per affermare con violenza che un uomo non solo non deve guardarsi dentro, ma deve guardare fuori - per osservare con stupore ed entusiasmo una divina compagnia e un divino capitano".


Gilbert Keith Chesterton, da Ortodossia

domenica 30 agosto 2009

Meeting 2009














Macerata-Loreto '09: in partenza

"Felice chi ama Te, l'amico in Te, il nemico per Te. L'unico a non perdere mai un essere caro è colui che ha tutti cari in Chi non è mai perduto. E chi è costui, se non il Dio nostro, il Dio che creò il cielo e la terra e li colma, perché colmandoli li ha fatti?"
sant'Agostino

venerdì 5 settembre 2008











Mons. Paolo Pezzi col Santo Padre

"Quando mi han chiesto di fare questo intervento mi è venuto in mente che 25 anni fa ero tra i volontari che questo palco lo montavano, e c’era un amico mio Aldo che si preoccupava di tener un po’ la supervisione della cosa, a colpo d’occhio era in grado di valutare, allora si facevano così, quanti nodi e quanti tubi “Innocenti” sarebbero serviti.
In fondo era molto semplice sapere cosa fare perché bastava seguire, obbedire, per sentirsi partecipi di un’opera molto più grande di me. Oggi sul palco tutto sommato mi è chiesto invece di parlare, penso che nella sostanza almeno per me è la stessa cosa, io nella vita è vero ho cercato sempre una cosa cioè di rispondere soltanto al mistero di Dio.
Perché, dice Claudel che la vita va cavalcata, non va sgrossata per cercare di renderla un po’ più facile. Nella mia vita ho detto di sì al Mistero un po’ di volte magari ingenuamente, a volte anche incoscientemente, eppure così facendo ho potuto scoprire con uno stupore via via crescente, perdonatemi se uso questa espressione, un disegno buono sulla mia vita e al centro di questo disegno (e lo dico senza falsa modestia) ho potuto conoscere sempre più chiaramente i lineamenti del volto di Colui che ne è l’Autore."


Mons. Paolo Pezzi, arcivescovo di Mosca (testimonianza al Meeting di Rimini)

martedì 2 settembre 2008


















Van Gogh, La ronda dei carcerati

La vita è vita dappertutto, la vita è in noi stessi e non fuori di noi. Accanto a me ci saranno degli esseri umani ed essere uomo fra gli uomini e restarlo sempre, in qualsiasi sventura non avvilirsi, non perdersi d'animo, ecco in che consiste la vita, ecco il suo compito. [...] Guardando indietro penso quanto tempo è stato speso inutilmente, quanto ne è andato perduto in errori, futilità, incapacità di vivere; per quanto lo apprezzassi qualche volta ho peccato contro il mio cuore e il mio spirito, e il cuore mi sanguina. La vita è un dono, la vita è felicità, ogni minuto poteva essere un secolo di felicità. Si jeunesse savait! Adesso, cambiando vita, rinasco in una nuova forma. [...] Rinascerò migliore. Ecco la mia speranza, tutto il mio conforto.


F. Dostoevskij


Questa frase era anche citata nella mostra del meeting "Libertà va cercando, ch'è sì cara", uno degli avvenimenti più clamorosi della fiera. Raccoglieva testimonianze di carcerati da tutto il mondo, uomini che pur nella criticità della loro condizione hanno visto una speranza nella loro vita grazie all'incontro con persone che hanno fatto loro capire, offrendogli sostegno, compagnia ma anche una vera opportunità di lavoro, che sono più grandi, valgono di più dello sbaglio commesso. Alcuni di questi carcerati erano proprio lì, al meeting, in un laboratorio di pasticceria appositamente allestito accanto alla mostra, dove hanno potuto incontrare la gente e vendere i loro prodotti. Guardando la mostra ma soprautto i loro volti ho scoperto una amnità incredibile, sono più liberi loro dietro le sbarre di quanto sia io, che posso andare dove voglio e fare ciò che mi pare!

domenica 31 agosto 2008


















"L'uomo è fatto così, signora Germania: di fuori è una faccenda molto facile da comandare, ma dentro ce n'è un altro e lo comanda soltanto il Padre Eterno. E questa è la fregatura per te, signora Germania".
Guareschi, da Diario Clandestino


Al Meeting c'era una bellissima mostra dedicata a Giovannino Guareschi in occasione del suo centenario. Mi ha fatto scoprire la grandezza di questo piccolo grande uomo e di questo sono molto grata!

sabato 30 agosto 2008

Si può vivere così: da protagonisti

Comunicato stampa conclusivo del XXIX Meeting per l’amicizia tra i popoli
Rimini, 30 agosto 2008 -

In un’epoca in cui sembra che nulla possa interessare, il Meeting ha mostrato che la gente non parte da discorsi o da idee astratte, ma è colpita da una presenza. In questo senso il messaggio del Santo Padre è stato il segno di una presenza familiare al popolo del Meeting e ha indicato l’ipotesi di lavoro che ha segnato tutta la settimana: «Il Meeting vuole ribadire che solo Cristo può svelare all’uomo la sua vera dignità e comunicargli l’autentico senso della sua esistenza… Ecco dunque il protagonismo… ci vuole suoi collaboratori per la realizzazione del suo Regno».Gli incontri del ciclo “Si può vivere così” hanno offerto la testimonianza di persone appassionate alla propria umanità, che nell’incontro cristiano hanno trovato la risposta al bisogno infinito del loro cuore e sono diventate perciò protagoniste: Vicky e Rose tra i malati di AIDS di Kampala, Cleuza e Marcos Zerbini tra i senza terra di San Paolo, padre Aldo Trento ad Asunción, Rosetta Brambilla a Belo Horizonte, suor Elvira e Margherite Barankitse, sono rimasti nella testa e nel cuore della gente, perché testimoniavano una chiarezza di sguardo sulla vita fino al riconoscimento di Cristo come una presenza reale. Il loro dire di sì al Mistero li ha resi protagonisti e questo è all’origine anche del cambiamento sociale che le loro storie hanno documentato. Così la mostra sulle carceri è stata una continua possibilità di incontrare la stessa novità nella presenza fisica dei carcerati che facevano da guida, mostrando un’altrimenti impossibile libertà. Allo stesso modo, nella testimonianza di Eugenio Borgna e Giancarlo Cesana un tema esistenziale come la solitudine è stato affrontato non come questione psicologica, ma come strada alla scoperta dell’originale dipendenza di ogni uomo che apre all’incontro con Qualcuno a cui poter credere.Gli interventi di personalità della Chiesa, dal cardinale Bagnasco al cardinale Tauran a monsignor Mamberti, fino ai vescovi Pezzi, Fisichella, Negri, Hinder (vicario apostolico d’Arabia Saudita) ha reso evidente che l’apertura verso l’altro nasce dalla coscienza della propria identità e che la fede cattolica mette nelle condizioni ottimali per incontrare chiunque sulla base della comune esperienza elementare, come è accaduto con gli anglicani Hauerwas e Milbank, con gli ortodossi Mescrinov e Polujanov, col buddista Habukawa e con l’ebreo Weiler.In un momento in cui la situazione internazionale è confusa e carica di tensioni, il Meeting, fedele alla sua storia, è stato il luogo di un dialogo per la pace, i diritti dell’uomo e la convivenza tra i popoli, con personalità internazionali come l’ambasciatore USA Mary Ann Glendon, il segretario della Lega araba Moussa, gli economisti Krueger e Attali. Quanto alla politica, particolarmente quest’anno in primo piano sono stati i temi - quali federalismo, welfare, sussidiarietà, istruzione – e non il gossip o le schermarglie fra avversari. Più d’uno fra i politici e imprenditori presenti a Rimini si sono sorpresi nel riconoscere che il Meeting reale è cosa del tutto diversa e ben più interessante rispetto a quello troppo spesso rappresentato nei media.Al Meeting si è rinnovato l’incontro con intellettuali e scrittori che hanno documentato che la cultura non è un fenomeno da accademia, ma nasce all’interno di una appartenenza e si documenta come coscienza critica e sistematica di un’esperienza. Questo hanno testimoniato Aaharon Appelfeld, Michael O’Brien, John Waters e Gianpaolo Pansa, Javier Prades, Enzo Bettiza e Ivanovna Ljudmila Saraskina. Così lo spettacolo inaugurale ha riproposto i Cori da “la Rocca”, capolavoro di T.S. Eliot, con quel drammatico interrogativo - «È la Chiesa che ha abbandonato l’umanità, o è l’umanità cha ha abbandonato la Chiesa?» -, a cui la settimana del Meeting ha cercato di rispondere positivamente con la realtà di 4.000 volontari e di oltre 700.000 presenze, che hanno mostrato la realtà di un popolo per il quale la fede è l’esperienza di una soddisfazione perché corrisponde al bisogno che ogni uomo è, ed è l’inizio di un percorso della conoscenza che fa entrare ogni volta di più nella realtà da protagonisti.Perciò, dopo il Meeting del desiderio e della libertà, dopo quello della ragione e quello della verità, il titolo del Meeting 2009 - che si svolgerà a Rimini dal 23 al 29 agosto - è: «La conoscenza è sempre un avvenimento».


Stasera sono tornata dal Meeting: una settimana splendida, pur con tutte le sue fatiche, perchè è stato evidente che si trattava dell'opera di un Altro, che ci permette di vivere da protagonisti. Permette innanzitutto a me di vivere da protagonista. Nel mio lavoro di guida, nel dare una mano ai miei amici allo stand di Centocanti, nel seguire mostre e incontri. E come sempre, il ritorno a casa è venato di tristezza e nostalgia per la Bellezza vista in questi giorni, ma la sfida è proprio questa: che l'avvenimento continui.

venerdì 22 agosto 2008

Exempla


















Leone che azzanna un'antilope, da un sarcofago romano, metà III sec. d.C

"Qual è il valore di questa bellezza, considerando che la ripresa dei modelli nel Duecento non è stata appena un’imitazione dei modelli classici?
In queste opere è evidente che il cristianesimo non è un pensiero, ma è vissuto, sentito come esperienza innanzitutto di Cristo presente.Questo ritorno al classico, questa tradizione che rivive è possibile perché c’è un’esperienza presente che riesce a plasmare questi volti. "


Carron, appunti dalla sua visita alla mostra Exempla



Domani parto per il Meeting di Rimini, dove spiegherò la grande mostra "Exempla. La rinascita dell'antico nell'arte italiana da federico II ad Andrea Pisano". Sarà una vera sfida! Arrivederci ad inizio settembre.

lunedì 4 agosto 2008

Solženicyn


















"Chiuda pure il libro a questo punto il lettore che si aspetta di trovarvi una rivelazione politica. Se fosse così semplice! se da una parte ci fossero uomini neri che tramano malignamente opere nere e bastasse distinguerli dagli altri e distruggerli! Ma la linea che separa il bene dal male attraversa il cuore di ognuno. Chi distruggerebbe un pezzo del proprio cuore? Nel corso della vita di un cuore quella linea si sposta, ora sospinta dal gioioso male, ora liberando il posto per il bene che fiorisce. Il medesimo uomo diventa, in età differenti, in differenti situazioni, completamente un’altra persona. Ora è vicino al diavolo, ora è vicino al santo. Ma il suo nome non cambia e noi gli ascriviamo tutto. Ci fermiamo stupefatti davanti alla fossa nella quale eravamo lì lì per spingere i nostri avversari: è puro caso se i boia non siamo noi, ma loro".


Aleksandr Solženicyn, da Arcipelago Gulag




è morto il grande scrittore russo che ha reso noto in tutto il mondo l'orrore dei campi di prigionia comunisti. Porprio quest'anno il Meeting di Rimini lo ricorda in una mostra "Vivere senza menzogna" (qui la breve recensione:



Grazie Aleksandr!

lunedì 27 agosto 2007














"...E qual è quei che disvuol ciò che volle
e per novi pensier cangia proposta,
sì che dal cominciar tutto si tolle,
tal mi fec' ïo 'n quella oscura costa,
perché, pensando, consumai la 'mpresa
che fu nel cominciar cotanto tosta.
«S'i' ho ben la parola tua intesa»,
rispuose del magnanimo quell' ombra,
«l'anima tua è da viltade offesa;
la qual molte fïate l'omo ingombra
sì che d'onrata impresa lo rivolve,
come falso veder bestia quand' ombra.
Da questa tema acciò che tu ti solve,
dirotti perch' io venni e quel ch'io 'ntesi
nel primo punto che di te mi dolve.
Io era tra color che son sospesi,
e donna mi chiamò beata e bella,
tal che di comandare io la richiesi.
Lucevan li occhi suoi più che la stella;
e cominciommi a dir soave e piana,
con angelica voce, in sua favella:
"O anima cortese mantoana,
di cui la fama ancor nel mondo dura,
e durerà quanto 'l mondo lontana,
l'amico mio, e non de la ventura,
ne la diserta piaggia è impedito
sì nel cammin, che vòlt' è per paura;
e temo che non sia già sì smarrito,
ch'io mi sia tardi al soccorso levata,
per quel ch'i' ho di lui nel cielo udito.
Or movi, e con la tua parola ornata
e con ciò c'ha mestieri al suo campare,
l'aiuta sì ch'i' ne sia consolata.
I' son Beatrice che ti faccio andare;
vegno del loco ove tornar disio;
amor mi mosse, che mi fa parlare.
.....Donna è gentil nel ciel che si compiange
di questo 'mpedimento ov' io ti mando,
sì che duro giudicio là sù frange.
Questa chiese Lucia in suo dimando
e disse: - Or ha bisogno il tuo fedele
di te, e io a te lo raccomando -.
Lucia, nimica di ciascun crudele,
si mosse, e venne al loco dov' i' era,
che mi sedea con l'antica Rachele.
Disse: - Beatrice, loda di Dio vera,
ché non soccorri quei che t'amò tanto,
ch'uscì per te de la volgare schiera?
Non odi tu la pieta del suo pianto,
non vedi tu la morte che 'l combatte
su la fiumana ove 'l mar non ha vanto? -.
Al mondo non fur mai persone ratte
a far lor pro o a fuggir lor danno,
com' io, dopo cotai parole fatte,
venni qua giù del mio beato scanno,
fidandomi del tuo parlare onesto,
ch'onora te e quei ch'udito l'hanno".
Poscia che m'ebbe ragionato questo,
li occhi lucenti lagrimando volse,
per che mi fece del venir più presto.
E venni a te così com' ella volse:
d'inanzi a quella fiera ti levai
che del bel monte il corto andar ti tolse.
Dunque: che è? perché, perché restai,
perché tanta viltà nel core allette,
perché ardire e franchezza non hai,
poscia che tai tre donne benedette
curan di te ne la corte del cielo,
e 'l mio parlar tanto ben ti promette?».
Quali fioretti dal notturno gelo
chinati e chiusi, poi che 'l sol li 'mbianca,
si drizzan tutti aperti in loro stelo,
tal mi fec' io di mia virtude stanca..."

Divina Commedia, da Inf. II

un ringraziamento speciale a Roby e Fra per la lettura di questo canto martedì scorso, stupendo!

domenica 26 agosto 2007

Meeting 2007









"Motto" dello stand di centocanti al meeting


"La verità è il destino per il quale siamo stati fatti"

Questo era il titolo del Meeting di Rimini di quest'anno, da cui sono tornata ieri dopo un'intensa settimana di lavoro come guida, turni allo stand di centocanti, mostre, incontri, amici, fatica e bellezza!