martedì 31 luglio 2012

Dopo un mese di studio per il TFA



"Ma se la vita ci soddisfacesse [...] fare letteratura non avrebbe alcun senso" 

Flannery O'Connor

giovedì 12 luglio 2012

Foto di Leonard Freed

"Effettivamente, prendete un qualsiasi fatto della vita reale, anche non così evidente a prima vista, e se soltanto avrete forza e occhi vi riconoscerete una profondità che non c'è neanche in Shakespeare. Ma la questione è proprio questa: agli occhi di chi? Chi ha questa forza? Poichè non solo per creare e scrivere opere d'arte, ma anche semplicemente per notare un fatto occorre in un certo senso un artista"

Dostoevskij, da Diario di uno scrittore

martedì 19 giugno 2012

δέδυκε μὲν ἀ σελάννα
καὶ Πλήιαδες˙ μέσσαι δὲ
νύκτες πάρ δ᾽ ἔρχετ᾽ ὤρα˙
ἔγω δὲ μόνα κατεύδω.


Tramontata è la luna
e le Pleiadi, la notte è al mezzo,
il tempo trascorre,
ma io riposo da sola. 
                                Saffo

sabato 9 giugno 2012

Dedizione


Picasso, La vita

11 giugno 1938

È una vecchia sapienza, ma fa piacere averla riscoperta. Credi solo all’attaccamento che costa sacrificio: tutto l’altro è, nel migliore dei casi, retorica.
Del resto Cristo – il nostro divino modello – non pretendeva di meno dagli uomini.
Da chi non è pronto – non dico a sacrificarti il suo sangue, che è cosa fulminea e facile – ma a legarsi con te per tutta la vita (rinnovare cioè ad ogni giornata la dedizione) – non dovresti accettare neanche una sigaretta.

C. Pavese

lunedì 4 giugno 2012

"Fu il Papa, solo, che rilevò la differenza tra venerazione delle immagini e idolatria. Fu lui solo a salvare tutta la superficie artistica dell’Europa, e di conseguenza l’intera carta geografica del mondo moderno, dall’essere nuda e priva dei rilievi dell’Arte. Nel difendere quest’idea, il Pontefice difendeva il San Giorgio di Donatello e il Mosè di Michelangiolo, e com’egli fu forte e deciso in Roma così il David sta gigantesco su Firenze, ed i graziosi putti dei Della Robbia sono apparsi come squarci di azzurro e nubi nel Palazzo di Perugia, e nelle celle di Assisi".

G.K.Chesterton

venerdì 25 maggio 2012

Alla scoperta di Gorkij


Checov e Gorkij

BARONE: Per quanto io posso ricordarmi, vedi?... fu sempre come se una nebbia stesse dentro al mio cervello. Io non sapevo cosa m’accadeva...mi sentivo sempre, come se in tutta la vita... non avessi fatto altro che vestirmi e spogliarmi... perchè? Chi lo sa! Io ho studiato... ho portato l’uniforme del collegio dei nobili... ma che cosa ho imparato? Chi lo sa!...Io mi son ammogliato, vestii il frack, e poi la veste da camera... mi presi un mostro di femmina, perchè? Chi lo sa!... Io ho finito tutto quello che avevo, e portavo una giacchetta grigia tutta logora, e calzoni di pelle di volpe... ma come mai sono arrivato sino al cane? Nemmeno la minima idea!.... Fui impiegato di finanza... ricevetti l’uniforme e il berretto con la coccarda... e portai via il denaro dell’ufficio... vestii la casacca dei galeotti e poi venni a finir qui... e tutto accadde come un sogno... è da ridere, non è vero?
SATIN: Non troppo... io la trovo piuttosto stupida!
BARONE: Già... anche a me pare stupida... Ma pure ci deve essere uno scopo perchè io sia nato... nevvero?

M.Gorkij, da I Bassifondi

sabato 19 maggio 2012

Il cuore di cristallo

Poi ch'ogni ardir mi circonscrisse Amore
Quel dì, ch'io posi nel suo regno il piede,
Tanto ch'altrui, non pur chieder mercede,
Ma scoprir sol non oso il mio dolore,


 Avess'io almen d'un bel cristallo il core,
Che, quel ch'i' taccio e Madonna non vede
De l'interno mio mal, senza altra fede
A' suoi begli occhi tralucesse fore;


 Ch'io spererei de la pietate ancora
Veder tinta la neve di quel volto,
Che 'l mio sì spesso bagna e discolora.


 Or che questo non ho, quello m'è tolto,
Temo non voglia il mio Signor, ch'io mora:
La medicina è poca, il languir molto.

Pietro Bembo, da Rime