sabato 25 dicembre 2010

Santo Natale 2010


















Raffaello, Madonna della seggiola

«Cos’è stato, cos’è e cosa sarà il Natale nella storia dura e travagliata dell’uomo e dell’universo? È stato, è e sarà, per sempre, il punto in cui Dio ha deciso di incarnarsi, d’assumere per amore di noi, sue creature, la nostra stessa carne, le nostre stesse ossa, il nostro stesso sangue, il nostro stesso volto, le nostre stesse braccia, i nostri stessi limiti e, dunque, la nostra stessa vita e la nostra stessa morte. Se l’essere di Dio è immenso; se è immenso che Dio ci abbia creati; ancor più immenso (proprio nell’ordine dell’immensità dell’amore) è che Egli abbia da sempre pensato e voluto farsi uomo; farsi, cioè, uno di noi poiché con quel pensiero e con quella volontà ha ricongiunto il nostro limite alla sua infinitezza; ci ha restituito la possibilità di esistere nella speranza. […]
Che poi, affinché il Natale potesse avvenire, Dio abbia deciso d’aver bisogno di un “sì” pronunciato da un essere come noi, del “sì” pronunciato da Maria, ci garantisce ancor più teneramente del cerchio strettissimo, della strettissima collaborazione cui, per incarnarsi, Dio ha voluto chiamare l’uomo».

Giovanni Testori, Un Natale che sia veramente d'amore,
"Corriere della Sera", 24 dicembre 1978


Grazie alla Vale che mi ha mandato questo pezzo, alla Franci che l'ha mandato a lei!
Auguri a tutti!




venerdì 17 dicembre 2010













Si educa molto con quel che si dice, ancor più con quel che si fa, ma molto di più con quel che si è.

sant'Ignazio di Antiochia

venerdì 10 dicembre 2010

«Lo scopo dell’arte non è quello di risolvere i problemi, ma di costringere la gente ad amare la vita. Se mi dicessero che posso scrivere un libro in cui mi sarà dato dimostrare per vero il mio punto di vista su tutti i problemi sociali, non perderei un’ora per un’opera del genere. Ma se mi dicessero che quello che scrivo sarà letto tra vent’anni da quelli che ora sono bambini, e che essi rideranno, piangeranno e s’innamoreranno della vita sulle mie pagine, allora dedicherei a quest’opera tutte le mie forze».

L.Tolstoj, Lettere



Grazie a:
http://www.profduepuntozero.it/2010/12/02/risposta/


sabato 4 dicembre 2010

Per i miei ragazzi. Grazie.

















Doisneau, Les-ecoliers-curieux

“La cosa importante è non smettere mai di domandare. La curiosità ha il suo motivo di esistere. Non si può fare altro che restare stupiti quando si contemplano i misteri dell'eternità, della vita, della struttura meravigliosa della realtà. È sufficiente se si cerca di comprendere soltanto un poco di questo mistero tutti i giorni. Non perdere mai una sacra curiosità”.

A. Einstein

giovedì 25 novembre 2010


















Cezanne,
Maison avec criqué murs


«
L’arte è il contrario della disintegrazione. Perché la ragione propria dell’arte, la sua giustificazione, è appunto questa: di impedire la disintegrazione della coscienza umana, nel suo quotidiano, e logorante, e alienante uso col mondo; di restituirle di continuo, nella confusione irreale, e frammentaria, dei rapporti esterni, l’integrità del reale, o in una parola, la realtà. [...] La purezza dell’arte non consiste nello scansare quei moti della natura che la legge sociale censura come perversi o immondi; ma nel riaccoglierli spontaneamente alla dimensione reale, dove si riconoscono naturali, e quindi innocenti. La qualità dell’arte è liberatoria, e quindi, nei suoi effetti, sempre rivoluzionaria. Qualsiasi momento dell’esperienza reale e transitoria, diventa, nell’attenzione poetica, un momento religioso»

Elsa Morante

sabato 20 novembre 2010














''L' uomo non si rivolge alla realtà per conoscerla meglio o peggio, se non dopo, e a partire da, l'averla sentita come una promessa, come una patria dalla quale in linea di principio ci si attende tutto, nella quale si crede possibile trovare tutto''.

Maria Zambrano

mercoledì 10 novembre 2010


















Basilica della Sagrada Familia, Barcellona

"In realtà, la bellezza è la grande necessità dell’uomo; è la radice dalla quale sorgono il tronco della nostra pace e i frutti della nostra speranza. La bellezza è anche rivelatrice di Dio perché, come Lui, l’opera bella è pura gratuità, invita alla libertà e strappa dall’egoismo".

Benedetto XVI, da Omelia per la dedicazione della Sagrada Familia