domenica 29 agosto 2010

Dopo il Meeting di Rimini


















Cristo Re, Portale di Santiago, dalla mostra "Il Portico della Gloria", Meeting 2010


"Il cristianesimo è venuto nel mondo innanzitutto per affermare con violenza che un uomo non solo non deve guardarsi dentro, ma deve guardare fuori - per osservare con stupore ed entusiasmo una divina compagnia e un divino capitano".


Gilbert Keith Chesterton, da Ortodossia

martedì 17 agosto 2010

studiando la mostra di Flannery O ' Connor

Un'opera che aspiri, per quanto umilmente, alle sfere dell'arte, deve dare giustificazione di sé in ogni sua riga. E l'arte medesima può essere definita come un tentativo sincero di rendere il massimo grado di giustizia all'universo visibile, mettendo in luce la verità, multiforme eppure una, che nasconde ogni suo aspetto. È il tentativo di scoprire nelle sue forme, nei suoi colori, nella sua luce, nelle sue ombre, negli aspetti della materia e nelle vicende della vita, ciò che è fondamentale in loro, ciò che è durevole ed essenziale -la loro qualità che illumina e convince -la sostanziale verità della loro esistenza. L' artista perciò, come il pensatore, lo scienziato, ricerca la verità e la fa conoscere. Colpito dall'aspetto del mondo, il pensatore si sprofonda nelle idee, lo scienziato nei fatti, i quali, una volta che si è emersi da essi, mettono in luce qualità del nostro essere che meglio s'adattano a quella azzardosa impresa che è la nostra vita [...]
Per l'artista è del tutto diverso.
Di fronte al medesimo spettacolo enigmatico, l'artista rientra in se stesso, e da questa solitaria regione di tentativi e di lotta trova le parole del suo messaggio,qualora se ne mostri degno e sia fortunato. Il suo messaggio e rivolto alle nostre qualità e a quella parte della nostra natura che, nello stato di lotta della nostra esistenza, si rifugia necessariamente entro le più resistenti e dure qualità, come il corpo vulnerabile in un'armatura d'acciaio. Il suo messaggio è meno clamoroso, più profondo, meno preciso, più emotivo, e più presto dimenticato. Eppure il suo effetto dura per sempre. La mutevole saggezza delle generazioni che si susseguono scarta le idee, mette in dubbio i fatti, demolisce le teorie. Ma l'artista si rivolge a quella parte del nostro essere che non dipende dalla saggezza; a ciò che in noi è un dono e non una acquisizione, e perciò più immutabilmente dura. Egli parla alla nostra capacità di gioia e di meraviglia, al senso di mistero che circonda le nostre vite, al nostro senso di pietà, di bellezza, di dolore, al latente sentimento di comunione con tutto il creato, e alla sottile ma invisibile condizione della solidarietà che unisce assieme la solitudine di innumerevoli cuori, alla solidarietà nei sogni, nel piacere, nella tristezza, nelle aspirazioni, nelle illusioni, nella speranza, nella paura, che lega gli uomini l'uno all'altro, che lega assieme tutta l'umanità, i morti ai vivi ed i vivi a quelli che nasceranno.
J. Conrad

sabato 14 agosto 2010

Inno Czesto 2010














Ultimo giorno di cammino: alba verso Czestochowa

Fine di luglio
gli amici al mare
l'unico amico che mi rimane è il tonno riomare.
All'Esselunga
ma che rapine
di scatolette,liofilizzati e merendine.
Lo zaino mi sbilancia,
la tenda che si lancia...
se sei Quechua fai EH EH
se piccheti fai OH OH
ma sei pronto soltanto se
la tua domanda c'è.

RIT:
Cammina-mina con me
che c'arrivi pure te
Czestochowa la meta è
seguiamo Luis Miguel!

A Garibaldi
che confusione
passo tre ore ad aspettare il mio vagone.
Per la partenza
grande fermento:
non ho mai fatto una vacanza in milleduecento!
Il treno va stralento,
Cracovia è qui la sento!
se al Nowojka fai EH EH
se allo Zazyeck fai OH OH
zaino in spalla, su prendi e vai:
ma che intenzioni hai?

RIT.

Sveglia alle cinque,
messa cantata,
passa un minuto e poi mi sparo una ronfata!
Alla partenza
grandi emozioni:
genta attempata che ci saluta coi lacrimoni!
Arriva la tempesta,
ragazzi è qui la festa!
Se allagato fai EH EH
nella scuola fai OH OH
se la domanda nasce in te
la preferenza c'è!

RIT.

Terza giornata
no soluzioni,
per scaricarmi provo e riprovopiù posizioni.
Fuori da scuola
tende a castello!
Tutto allagato, tipe svestite, esplode un fornello.
Disastro ambientale!
Niente ci può fermare!
Se hai coraggio fai TOI-TOI
se la tieni fai OI OI
se la strada non sai qual è,
l'indizio è dentro te.

RIT.

Alla vigilia
grande fatica:
gente che scrive il suo testamento sulla vescica!
E per la messa
niente più vino,
per fare i frizzi se l'è bevuto tutto don Dino!
La messa nella nebbia,
sprofondo nella sabbia!
se sei mango fai EH EH
se sei kiwi fai OH OH
Czestochowa vicina è
svegliamoci alle tre!

RIT.

Siamo arrivati
chiamo la nonna,
e le racconto che questo è un posto della Madonna!
E da domani
che nostaglia
di preferenze che ti han travolto lungo la via!
Raggiunta Jasna Gora,
il vescovo ci adora!
Se sei figo fai EH EH
culattone fai OH OH
ma da domani ricorda che
la mossa tocca a te!

RIT:
Cammina-mina con me
sei arrivato pure te,
Czestochowa la meta è
seguiamo Luis Miguel!

STROFA DEI CORDISTI:
Ultima tappa
caldo bestiale:
dietro basagna tutto sudato come un maiale!
Senza la corda
ma come fare??
Su non fermarti, corri in avanti, non chiacchierare!
La torre all'orizzonte,
striscione lì di fronte
se c'è un camion fai EH EH
se c'è un buco fai OH OH
ma la grazia più grande poi
è accompagnare voi!


(musica: Waka waka)

lunedì 2 agosto 2010

E domani, partenza per Czestochowa!


















"Ho letto da qualche parte che più chiedi a Dio, più quello che chiedi è impossibile, più contribuisci alla Sua gloria. E io non manco di metterlo in pratica, anche se non per i giusti motivi."



Flannery O'Connor

sabato 31 luglio 2010













Magritte

"Lo stupore non è qualcosa che gli uomini possano evocare da sè. Ciò che muove lo stupore degli uomini è qualcosa di familiare, e tuttavia normalmente invisibile, qualcosa inoltre che gli uomini sono spinti ad ammirare. Lo stupore, che è il punto di partenza del pensare, non nè sconcerto nè sorpresa nè perplessità: è uno stupore che ammira".


H. Arendt

martedì 27 luglio 2010


















Renoir


"Libris satiari nequeo, et habeo plures forte quam oportet. Sed sicut incaeteris rebus, sic in libris accidit, quaerendi successus avaritiae calcarest. Quinimo singulare quiddam in libris est. Aurum, argentum, gemmae,purpurea vestis, marmorea domus, cultus ager, pictae tabulae, phaleratussonipes, caeteraque id genus, mutam habent et superficiariam voluptatem;libri medullitus delectant, colloquuntur, consulunt; et viva quadam nobisatque arguta familiaritate iunguntur."


F. Petrarca, Lettera a Giovanni dell'Incisa

giovedì 15 luglio 2010

Solo l'amare, solo il conoscere
conta, non l'aver amato,
non l'aver conosciuto. Dà angoscia

il vivere di un consumato
amore. L'anima non cresce più.
Ecco nel calore incantato

della notte che piena quaggiù
tra le curve del fiume e le sopite
visioni della città sparsa di luci,

scheggia ancora di mille vite,
disamore, mistero, e miseria
dei sensi, mi rendono nemiche
le forme del mondo, che fino a ieri
erano la mia ragione d'esistere.
Annoiato, stanco, rincaso, per neri

piazzali di mercati, tristi
strade intorno al porto fluviale,
tra le baracche e i magazzini misti

agli ultimi prati. Lì mortale
è il silenzio: ma giù, a viale Marconi,
alla stazione di Trastevere, appare

ancora dolce la sera. Ai loro rioni,
alle loro borgate, tornano su motori
leggeri - in tuta o coi calzoni

di lavoro, ma spinti da un festivo ardore
i giovani, coi compagni sui sellini,
ridenti, sporchi. Gli ultimi avventori

chiacchierano in piedi con voci
alte nella notte, qua e là, ai tavolini
dei locali ancora lucenti e semivuoti.

Stupenda e misera città,
che m'hai insegnato ciò che allegri e
feroci
gli uomini imparano bambini,

le piccole cose in cui la grandezza
della vita in pace si scopre, come
andare duri e pronti nella ressa

delle strade, rivolgersi a un altro uomo
senza tremare, non vergognarsi
di guardare il denaro contato

con pigre dita dal fattorino
che suda contro le facciate in corsa
in un colore eterno d'estate;

a difendermi, a offendere, ad avere
il mondo davanti agli occhi e non
soltanto in cuore, a capire

che pochi conoscono le passioni
in cui io sono vissuto:
che non mi sono fraterni, eppure sono

fratelli proprio nell'avere
passioni di uomini
che allegri, inconsci, interi

vivono di esperienze
ignote a me. Stupenda e misera
città che mi hai fatto fare

esperienza di quella vita
ignota: fino a farmi scoprire
ciò che, in ognun, era il mondo.

Una luna morente nel silenzio,
che di lei vive, sbianca tra violenti
ardori, che miseramente sulla terra

muta di vita, coi bei viali, le vecchie
viuzze, senza dar luce abbagliano
e, in tutto il mondo, le riflette

lassù, un po' di calda nuvolaglia.
È la notte più bella dell'estate.
Trastevere, in un odore di paglia

di vecchie stalle, di svuotate
osterie, non dorme ancora.
Gli angoli bui, le pareti placide

risuonano d'incantati rumori.
Uomini e ragazzi se ne tornano a casa
- sotto festoni di luci ormai sole -

verso i loro vicoli, che intasano
buio e immondizia, con quel passo blando
da cui più l'anima era invasa

quando veramente amavo, quando
veramente volevo capire.
E, come allora, scompaiono cantando.

Pasolini, Il pianto della scavatrice I