lunedì 17 novembre 2008

Il cieco grida














El Greco, Guarigione del cieco

Mentre Gesù si avvicinava a Gerico, un cieco era seduto a mendicare lungo la strada. Sentendo passare la gente, domandò che cosa accadesse. Gli risposero: “Passa Gesù il Nazareno!”. Allora incominciò a gridare: “Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di me!”. Quelli che camminavano avanti lo sgridavano, perché tacesse; ma lui continuava ancora più forte: “Figlio di Davide, abbi pietà di me!”. Gesù allora si fermò e ordinò che glielo conducessero. Quando gli fu vicino, gli domandò: “Che vuoi che io faccia per te?”. Egli rispose: “Signore, che io riabbia la vista”. E Gesù gli disse: “Abbi di nuovo la vista! La tua fede ti ha salvato”. Subito ci vide di nuovo e cominciò a seguirlo lodando Dio. E tutto il popolo, alla vista di ciò, diede lode a Dio.


Lc 18,35-43




domenica 16 novembre 2008

Prima Domenica di Avvento (ambrosiano)

L'istante è come l'Avvento, poiché l'istante non è ancora il compimento. E se è già compiuto, perché Cristo è venuto, se l'istante porta nel suo grembo un "già", anche in questo senso è ancora attesa del compimento, o meglio, è attesa che si manifesti ciò che è già avvenuto, e che esso porta nel suo grembo.
La parola più amica dell'istante, perciò, è la parola "Avvento". E il sentimento che domina l'istante e lo fa diventare ricco di pace, carico di vigilanza e produttivo, è proprio l'attesa.

Don Giussani

mercoledì 12 novembre 2008



















"Una volta la scultrice Louise Bourgeois ha detto che a New York abbiamo un bel cielo. Non ci avevo mai pensato, però è vero. Nei giorni limpidi i palazzi sembrano risplendere di luce e tagliare l'asfalto delle strade con le loro ombre decise. E c'è sempre qualcosa che attrae l'attenzione: un ragazzino con lo skateboard, un homeless, un paio di scarpe in vetrina. E' una città con cui si interagisce continuamente e che crea interazioni".

Daphne Beal su Traveller

martedì 11 novembre 2008

Il quadro


















W.Congdon, Natività

I quadri come angeli, come il dono.
Il dono è il quadro. E il dono,
o gli angeli se vuoi, fanno il quadro.
Io non faccio i quadri, il quadro fa me.
E il quadro è un’obbedienza a ciò che c’era,
a ciò che c’è già. E questo “già”, “ciò che è già”.
E’ ciò che fa il quadro.
All’artista tocca soltanto l’obbedienza.


William Congdon

domenica 9 novembre 2008


















Caravaggio, Le sette opere di misericordia

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà sul trono della sua gloria. E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri, e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra. Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: "Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi". Allora i giusti gli risponderanno: "Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti?" Rispondendo, il re dirà loro: "In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me ".


Mt., 25, 31-41


mercoledì 5 novembre 2008

Longing














Grattacieli a Manhattan

"It was when I was happiest that I longed most. It was on happy days when we were up there on the hills, the three of us, with the wind and the sunshine . . . Do you remember? The colour and the smell, and looking across the Grey Mountain in the distance? And because it was so beautiful, it set me longing, always longing. Somewhere else there must be more of it. . . . It almost hurt me. I felt like a bird in a cage when other birds of its kind are flying home. . . .
I am going, you see, to the Mountain. You remember how we used to look and long? And all the stories of my gold and amber house, up there against the sky, where we thought we should never really go? The greatest King of all was going to build it for me. . . .
And I am the one who has been made ready for it ever since I was a child in your arms, Maia. The sweetest thing in all my life has been the longing to reach the Mountain, to find the place where all the beauty came from-- . . .
--my country, the place where I ought to have been born. Do you think it all meant nothing, all the longing? The longing for home? For indeed it now feels not like going, but like going back. All my life the god of the Mountain has been wooing me. Oh, look up at least once before the end and wish me joy. I am going to my lover. Do you not see now--?"




da Till We Have Faces, C.S. Lewis

domenica 2 novembre 2008

Back to Milan














Vitaliy, Monica, Viga e io (NY)


"La vita è la più bella delle avventure ma solo l'avventuriero lo scopre".

G.K.Chesterton